Ultim’ora

Economia

  • Prima Notizia 24
  • Napoli - Giovedì 17 Settembre 2026

Energia, allarme di Orsini (Confindustria): "Serve una svegliata o rischiamo la deindustrializzazione"

Il presidente degli industriali interviene all'Assemblea di Napoli sui costi energetici e sulla perdita di competitività: "Senza misure rapide le nostre imprese andranno all'estero".

Condividi questo articolo

I costi elevati delle forniture energetiche continuano a penalizzare il sistema produttivo italiano, mettendo a rischio la tenuta delle aziende e la competitività del Paese. A lanciare l'allarme è stato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nel corso del suo intervento all'Assemblea pubblica dell'Unione Industriali di Napoli.

"Non ci possono essere divisioni ideologiche sulla politica dell’energia. Chi divide politicamente sull’energia fa il male del Paese", ha esordito Orsini, chiedendo "una grande svegliata a livello europeo" e interventi immediati.

"Mi fa piacere che ci siamo accorti oggi che l’energia sia una priorità, ma noi non lo diciamo da oggi. La verità è che si sta facendo ancora troppo poco, mentre gli altri Paesi e gli altri continenti stanno viaggiando a una velocità che rispetto alla nostra è tripla", ha avvertito l'esponente degli industriali, citando le differenze di prezzo riscontrate durante le sue recenti missioni in Sudamerica: "Dall’Argentina i brasiliani hanno il gas a 6 euro a megawattora. Noi quanto siamo oggi? Siamo a 80 euro a megawattora".

Il divario nei costi incide in maniera diretta sulle scelte strategiche dei settori manifatturieri più energivori. "Io lunedì all'imprenditore che fa ceramica cosa devo continuare a dire? Devo dirgli di continuare a produrre la ceramica a Sassuolo? Lui mi guarda e mi dice: 'C'è uno stabilimento negli Stati Uniti, in Brasile. Coi soldi che qui spendo di energia, ci pago otto navi per venire qua dagli Usa a portare la ceramica'", ha sottolineato Orsini, ponendo l'accento sulla pressione quotidiana subita dai bilanci aziendali: "Gli imprenditori mi chiamano e mi dicono: ‘Devo fare debito per pagare le bollette’".

Secondo la ricostruzione del presidente di Confindustria, le difficoltà nel ribaltare i rincari sui prezzi finali innescano una spirale negativa legata all'inflazione e ai tassi d'interesse: "Paghiamo di più, gli investimenti non li facciamo e diventa il cane che si morde la coda. Va benissimo la decarbonizzazione, ma se non sappiamo essere competitivi deindustrializzeremo l’Europa. Se non si interviene subito tra un po’ i miei imprenditori mi diranno: non paghiamo le bollette piuttosto di saltare".

Per invertire la rotta, Orsini ha sollecitato azioni concrete sulla governance del settore e sullo sblocco dei progetti fermi: "Tutti abbiamo la responsabilità di essere proattivi, l’energia è la salvaguardia nazionale del Paese, è la crescita del Paese. Serve un mercato unico europeo dell’energia e serve suddividere il costo dell’energia alle rinnovabili. Bene che tutti quanti parlano di rinnovabili, ma ricordo che in questo Paese ancora abbiamo oltre mille concessioni che non vengono messe a terra. Quindi tutti richiamano le rinnovabili ma nessuno le mette a terra".

Critiche severe sono state rivolte anche al sistema di tassazione delle emissioni di carbonio: "Noi abbiamo chiesto l’abolizione dell’Ets perché sapevamo già che avrebbero fatto una schifezza e purtroppo è stata fatta una schifezza. Il fatto è che ancora oggi abbiamo dei settori che saranno penalizzati e rischiamo di chiuderli, spero che se ne rendano conto velocemente", ha rimarcato Orsini citando comparti come "ceramica, carta, vetro". "Se vogliamo delocalizzare, fare in modo che i nostri imprenditori vadano all’estero, questa è la via giusta. Ma visto che noi li vogliamo qua, facessero in fretta".

In conclusione, Orsini ha richiamato il ruolo centrale del Sud, annunciando che nel documento economico in dieci punti che Confindustria presenterà a ottobre al Governo "ci sarà sicuramente un capitolo, forse due, dedicati al Mezzogiorno". "Il Mezzogiorno per noi è fondamentale, non da oggi", ha concluso il vertice degli industriali, individuando nella Zes unica la strada idonea per attrarre capitale e risorse: "Servono misure che abbiano una visione a lungo termine, è fondamentale avere un’Italia che viaggia tutta alla stessa velocità. Il Mezzogiorno oggi sta dimostrando di andare meglio di tutta l’altra parte d’Italia".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti