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- Roma - Martedì 19 Maggio 2026
G7, la Francia: "Volontà unanime per mantenere la pressione su Mosca". Appello nel documento finale: "Imperativo riaprire Hormuz"
I ministri delle Finanze delle sette economie più avanzate chiudono il vertice di Parigi. Il ministro francese Roland Lescure detta la linea contro Mosca. Nel comunicato congiunto si chiede lo sblocco immediato delle rotte marittime per frenare l'inflazione e proteggere le catene di approvvigionamento globale.
I vertici delle sette democrazie più industrializzate del pianeta serrano i ranghi e confermano una totale convergenza sulle strategie economiche da adottare per arginare i conflitti globali.
Si è conclusa a Parigi la seconda e ultima giornata del G7 Finanze, un appuntamento che l'agenda internazionale ha in gran parte dedicato all'analisi e all'adozione di strumenti finanziari coordinati per far fronte alle pesanti conseguenze macroeconomiche derivanti dalla perdurante guerra in Medio Oriente.
A dettare la linea geopolitica del blocco occidentale è stato il ministro dell'Economia francese, Roland Lescure, che ha assicurato la ferma e comune intenzione dei partner di non allentare la morsa diplomatica e finanziaria nei confronti del Cremlino, impedendo a Mosca di trarre qualsiasi vantaggio speculativo dall'attuale quadro di instabilità internazionale: "La volontà di fare pressione sulla Russia è unanime".
Le parole del rappresentante del governo transalpino sono arrivate a margine della conferenza stampa conclusiva della due giorni di incontri a Parigi, proprio mentre dall'alleato statunitense giungevano segnali di ricalibratura tecnica sui mercati energetici: Washington ha infatti annunciato una proroga temporanea alla sospensione delle sanzioni sul petrolio russo stoccato in mare.
Le conclusioni dei lavori e i timori per la stabilità finanziaria globale sono stati messi nero su bianco nel documento programmatico sottoscritto da tutti i delegati. Nel testo del comunicato finale i ministri hanno evidenziato la fragilità della ripresa industriale e i rischi legati alle strozzature logistiche: "L'incertezza economica globale ha accentuato i rischi per la crescita e per l'inflazione, in un contesto di conflitto in corso in Medio Oriente, in particolare attraverso le pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, che colpiscono in modo particolare i paesi più vulnerabili".
Per evitare un ulteriore avvitamento della crisi dei prezzi, il G7 ha formulato un appello perentorio per la normalizzazione dei transiti navali e la fine delle ostilità nella regione: "Per mitigare questi impatti negativi, riconosciamo che un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto sono imperativi".
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