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- Roma - Martedì 19 Maggio 2026
Google I/O, Pichai: "AI Overviews conta ora oltre 2,5 miliardi di utenti attivi"
Alla conferenza annuale degli sviluppatori a Mountain View, il CEO di Google e Alphabet svela cifre da capogiro per i servizi potenziati dall'intelligenza artificiale. L'AI Mode sfonda il tetto del miliardo di utenti mensili e l'app Gemini viaggia verso il miliardo.
I vertici globali della tecnologia ridefiniscono i confini dell'era digitale, presentando numeri che certificano la totale integrazione degli algoritmi predittivi nelle abitudini quotidiane della popolazione mondiale.
In apertura dell'annuale conferenza degli sviluppatori "Google I/O" a Mountain View, il CEO di Google e Alphabet, Sundar Pichai, ha inaugurato l'evento svelando la straordinaria penetrazione di mercato delle nuove modalità di ricerca web potenziate dall'intelligenza artificiale. Il manager del colosso di internet ha esordito mettendo sul piatto i dati di utilizzo della nuova interfaccia di ricerca, ormai entrata stabilmente nei motori di navigazione globali: "AI Overviews conta ora oltre 2,5 miliardi di utenti attivi mensili".
Si tratta di una massa critica di proporzioni inedite che dimostra come i riassunti e le risposte generate sinteticamente dall'algoritmo siano diventati lo standard di riferimento per i navigatori della rete. Pichai ha poi proseguito la sua analisi focalizzandosi sulle altre funzioni integrate nei servizi dell'ecosistema di Mountain View, evidenziando tassi di crescita esponenziali che non accennano a rallentare: "L'AI Mode ha superato il miliardo di utenti attivi mensili, con un volume di richieste che è più che raddoppiato trimestre dopo trimestre dopo il lancio".
La rassegna dei primati commerciali della multinazionale statunitense si è infine conclusa con il bilancio relativo all'assistente virtuale di punta basato sull'IA generativa, ormai vicinissimo a tagliare un altro traguardo storico a doppia cifra: "Ogni mese, oltre 900 milioni di persone utilizzano l'app Gemini". Cifre che, nel loro complesso, confermano come la scommessa miliardaria di Alphabet sulla transizione verso i modelli linguistici avanzati stia capitalizzando un consenso e un utilizzo di massa senza precedenti.
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