Gaza, l'ultimatum di Smotrich: 60 giorni per il disarmo di Hamas. Riapre Rafah tra droni e biometria

Il valico di Rafah riapre con la supervisione UE.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 02 Febbraio 2026
Roma - 02 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Il valico di Rafah riapre con la supervisione UE.

Il conflitto nella Striscia di Gaza entra in una fase decisiva e carica di incognite. Il Ministro delle Finanze israeliano, Betzalel Smotrich, ha ufficializzato una "finestra di resa" di due mesi per il movimento islamista Hamas: entro il 2 aprile 2026, ogni infrastruttura militare dovrà essere smantellata. L'annuncio, che ricalca i punti cardine della "Fase 2" del Piano Trump, non lascia spazio a compromessi: "O depongono le armi, o agiremo a modo nostro", ha tuonato il ministro, ribadendo l'obiettivo della distruzione totale di Hamas, sia come entità militare che come organismo di governo civile.

Le parole di Smotrich segnano un punto di rottura anche sul piano diplomatico. Il ministro ha dichiarato esplicitamente che questo mandato segnerà la "morte definitiva" dell'idea di uno Stato palestinese, definendo l'attuale strategia un punto di svolta per la sovranità ufficiale israeliana sulla regione. È una posizione di massima pressione che punta a estromettere definitivamente l'influenza di Hamas dall'enclave.

Mentre i cannoni attendono la scadenza dell'ultimatum, il valico di Rafah — chiuso da quasi un anno — ha riaperto i cancelli ai pedoni. Tuttavia, non si tratta di un ritorno alla normalità, ma di un esperimento di controllo remoto e biometria: attraverso il riconoscimento facciale, funzionari dello Shin Bet supervisionano i flussi da sale di controllo distanti, attivando i cancelli solo dopo la scansione facciale dei palestinesi approvati dall'Egitto.

Sul campo operano team dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) e della missione europea Eubam, un tentativo di legittimare una gestione non-Hamas della frontiera.

L’Egitto ha mobilitato 150 ospedali e centinaia di ambulanze, prevedendo un massiccio afflusso di pazienti e civili che hanno atteso per mesi la possibilità di uscire.

Nonostante il pugno duro di Israele, all'interno della Striscia si muovono i primi passi verso una transizione tecnocratica. Hamas ha annunciato di aver completato le procedure per cedere la gestione civile alla Commissione Nazionale per l’Amministrazione della Striscia (Ncag). Guidata da Ali Shaath, questa commissione dovrebbe fare da "cuscinetto" amministrativo, cercando di gestire la catastrofe umanitaria mentre scatta il countdown per il disarmo totale chiesto da Tel Aviv.


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