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  • Lunedì 2 Febbraio 2026

Nordio: "Sanzioni da migliaia di euro ai genitori dei minori violenti. Stop all'indulgenza"

L'ombra degli anni di piombo sul caso Askatasuna.

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Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, traccia una linea di demarcazione netta tra il diritto alla manifestazione e la violenza sistematica, intervenendo con estrema decisione sul caso Askatasuna. Nel corso di un’intervista a Radio 24, il Guardasigilli non si è limitato a una condanna di rito, ma ha delineato una vera e propria strategia di difesa della democrazia liberale contro quello che definisce un "odio inestinguibile".

La proposta più dirompente del Ministro riguarda la revisione del sistema delle pene per i reati commessi durante le manifestazioni.

Nordio punta a superare l'inefficacia delle "pene sospese": l'obiettivo è trasformare alcuni reati minori in sanzioni pecuniarie da migliaia di euro.

L'idea di rivalersi sui genitori dei minori violenti mira a creare un deterrente sociale ed economico immediato, laddove il processo penale tradizionale risulta troppo lento o blando.

Il Ministro paragona questa necessità normativa a quanto fatto per il femminicidio e le occupazioni abusive: una risposta dello Stato a una "recrudescenza di fenomeni specifici".

Secondo Nordio, il fanatismo ideologico degli anni '70 è stato sostituito da una violenza fine a se stessa, ma non per questo meno pericolosa.

Le grandi infrastrutture sono diventate i bersagli simbolici di un attacco alla civiltà occidentale: sotto la lente del Ministero finiscono i cantieri della TAV e il progetto del Ponte sullo Stretto.

Il timore più grande espresso dal Guardasigilli riguarda i prossimi Giochi Olimpici. La necessità di una "repressione adeguata e severa" serve a blindare l'immagine e la sicurezza dell'Italia agli occhi del mondo.

Nordio, attingendo alla sua lunga esperienza in magistratura, richiama un fantasma del passato per giustificare il rigore odierno. La citazione dell'agente Antonio Annarumma — ucciso a Milano nel 1969 — serve a ricordare come la "tardività" legislativa dell'epoca fu l'incubatrice dei terrorismi di Prima Linea e delle Brigate Rosse.

"Naturalmente con equilibrio e proporzione, ma questa necessità è imposta dalla natura delle cose", ha concluso il Ministro, esortando la magistratura a muoversi in piena autonomia ma senza "alcuna indulgenza".

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