Nella Striscia di Gaza, dove ormai metà degli ospedali non funziona più, è necessaria una pausa umanitaria. E' quanto richiede l'Unione Europea, che condanna Hamas per l'utilizzo dei civili come scudi umani e invita Israele al "massimo contenimento" per proteggere le persone.
A Bruxelles, i Ministri degli Esteri dell'Ue a 27 discutono del futuro della Striscia: l'Alto Rappresentante Europeo per la Politica Estera, Josep Borrell, si dice "profondamente preoccupato per l'aggravarsi della crisi umanitaria a Gaza".
"Non dobbiamo parlare solo della situazione odierna a Gaza. Dobbiamo cominciare a pensare alla soluzione per il post-guerra. È qualcosa che i ministri dovrebbero concentrarsi nella discussione. Cosa succederà dopo, come possiamo affrontare la situazione a Gaza non solo con la ricostruzione ma per offrire una soluzione integrata alla questione palestinese. Questo è il vero problema politico che dobbiamo affrontare: ossia la soluzione definitiva al conflitto tra Israele e Palestina che ha raggiunto questo alto livello di orrore", dice Borrell.
"Dobbiamo cercare la pace per loro. La soluzione per Gaza non può essere isolata. Mi confronterò con i ministri che cosa ne pensano, che cosa sostengono e cosa respingono", prosegue.
Sono migliaia, intanto, i palestinesi che nutrono la speranza di lasciare oggi l'ospedale a-Shifa, il più importante nella Striscia, che da giorni si trova al centro del conflitto tra Hamas e Israele ed è senza acqua ed elettricità.
Intervistato dalla Nbc, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato della possibilità di un accordo per liberare qualcuno dei 240 ostaggi presi da Hamas il 7 ottobre. Per Netanyahu, il rilascio degli ostaggi è condizione fondamentale per arrivare a un cessate-il-fuoco.
"Meno ne parlo, più è probabile che si concretizzi", ha detto il premier israeliano, senza fornire altri dettagli sui negoziati, a 38 giorni dall'attacco di Hamas, il più grande mai subito da Israele, in cui sono morte all'incirca 1.200 persone.
Dall'inizio dei raid israeliani, intanto, nella Striscia di Gaza sono morte 11.180 persone, in gran parte civili, tra cui 4.609 bambini. E' quanto riferisce il Ministero della Sanità di Gaza. Si sta combattendo nel pieno centro di Gaza City, a Nord della Striscia, in particolare nelle vicinanze di alcuni ospedali dove, secondo l'Esercito di Tel Aviv, ci sarebbero infrastrutture di Hamas, che starebbe utilizzando i civili come scudi umani.
L'assedio israeliano è in corso dal 9 ottobre: la popolazione è senza acqua, medicine, cibo ed energia elettrica e, stando a quanto fa sapere l'Onu, oltre 1,5 milioni di persone, su un totale di 2,4 milioni di abitanti, sono sfollate.
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