Ghalibaf avvisa gli Usa: "Basta con gli attacchi al Libano, o la risposta sarà forte"

Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore a Islamabad mette in mora l'accordo di tregua: "Beirut è parte integrante dell'intesa. Inutile negoziare se proseguono i raid".

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Giovedì 09 Aprile 2026
Roma - 09 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore a Islamabad mette in mora l'accordo di tregua: "Beirut è parte integrante dell'intesa. Inutile negoziare se proseguono i raid".

"Beirut fa parte integrante degli accordi sul cessate il fuoco". Con questa posizione netta il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, pronto a guidare la delegazione di Teheran a Islamabad per i negoziati con gli Stati Uniti, ha lanciato un ultimatum sulla tenuta della fragile tregua.

Ghalibaf ha avvertito che "le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte", invitando esplicitamente a "smettere immediatamente" con gli attacchi israeliani in Libano, considerati da Teheran come una violazione diretta degli impegni presi da Washington.

Secondo il capo negoziatore iraniano, non possono esserci zone d'ombra sull'estensione geografica dello stop alle ostilità: "Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco".

A supporto della sua tesi, Ghalibaf ha citato le dichiarazioni del premier pakistano Shehbaz Sharif, mediatore della crisi, il quale ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi in 10 punti sottoscritti dalle parti. La tensione resta altissima mentre Israele prosegue le operazioni nel sud del Libano, una dinamica che per Ghalibaf rende "irragionevoli" i colloqui bilaterali se non verrà ripristinata la piena osservanza della tregua su tutti i fronti coinvolti.


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