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- Roma - Martedì 1 Settembre 2026
Giappone: contro gli attacchi degli orsi la prefettura di Nagano punta sulla prevenzione
Nelle zone rurali catture, monitoraggio e recinzioni per evitare la soppressione. Nel resto del Paese abbattuti 14mila esemplari in un anno.
In un'area montana della prefettura di Nagano una giovane orsa nera asiatica di un anno e mezzo e dal peso di 15 chili, da poco separata dalla madre, viene anestetizzata, misurata, sottoposta a prelievi biologici e infine rilasciata nel proprio habitat naturale.
L'operazione rientra nell'ambito di un programma di gestione della fauna selvatica avviato nel 1995 con l'obiettivo di ridurre le interazioni pericolose tra fauna e comunità locali senza ricorrere sistematicamente all'abbattimento degli animali.
Il modello di Nagano rappresenta un'eccezione in un panorama nazionale dove l'emergenza legata alla presenza degli orsi ha raggiunto livelli critici. Nell'ultimo anno in tutto il Giappone sono stati soppressi circa 14mila esemplari, con una media vicina ai 40 capi al giorno, a fronte di un aumento costante degli avvistamenti a ridosso dei centri abitati.
Nello stesso arco temporale si sono registrati tredici attacchi mortali ai danni di persone — dato record per il Paese — a cui si aggiungono ulteriori sei vittime rilevate a partire dall'inizio di aprile.
A favorire l'avvicinamento degli animali alle zone antropizzate concorre in modo determinante il progressivo spopolamento delle aree rurali. L'abbandono dei terreni agricoli e delle fasce boschive di cuscinetto permette alla vegetazione incolta di avanzare, creando corridoi naturali che conducono la fauna selvatica verso i centri abitati, dove la spazzatura, le coltivazioni e la frutta non raccolta costituiscono un'attrazione alimentare costante.
Sulla natura del fenomeno è intervenuto Shuichi Kitoh, professore emerito di etica ambientale all'Università di Tokyo, chiarificando la dinamica degli incontri: "Non è che gli orsi in generale stiano diventando più feroci. Quando parliamo del rapporto tra orsi e persone dobbiamo individuare gli esemplari problematici, che possono essere chiaramente distinti dagli altri. Possiamo farlo attraverso studi ecologici".
Nelle aree di Nagano la strategia di contenimento si basa sull'impiego coordinato di recinzioni elettrificate, tracciamento costante e catture temporanee per condizionare ed allontanare gli orsi dai luoghi frequentati dalla popolazione. Sebbene il modello abbia mostrato una buona efficacia nel limitare gli incidenti, gli esperti evidenziano la difficoltà di replicare le medesime misure su scala nazionale. Gli abbattimenti selettivi restano peraltro operativi anche a Nagano, dove per l'anno in corso le autorizzazioni massime di soppressione sono state raddoppiate.
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