
- Prima Notizia 24
- Lunedì 27 Aprile 2026
Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’emergenza non arretra, in Italia 10.000 nuovi casi l’anno
Bonifiche ancora troppo lente, il rischio resta concreto per milioni di cittadini.
Ogni anno, il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un momento di memoria e consapevolezza dedicato a chi ha perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del Novecento. Nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 200.000 le vittime ogni anno causate dall’amianto, una delle più gravi emergenze sanitarie globali ancora irrisolte. In Italia, il quadro resta drammaticamente stabile: circa 10.000 nuovi casi di malattie asbesto-correlate ogni anno e 7.000 decessi, senza alcun calo significativo rispetto agli anni precedenti. Un dato che, più che rassicurare, preoccupa: la curva non scende, segnale evidente di una emergenza che continua a produrre effetti nel tempo.
Tra le principali cause di morte si contano circa 2.000 decessi per mesotelioma, oltre 3.800 per tumore al polmone, circa 500 per asbestosi, mentre il restante numero riguarda altre patologie correlate, tra cui tumori del tratto gastrointestinale e delle ovaie.
L’amianto non è un problema del passato, è una presenza ancora attuale e diffusa, un’emergenza silenziosa, ma ancora profondamente radicata nel nostro quotidiano.
Materiali contenenti amianto sono ancora oggi presenti nelle abitazioni, nelle scuole, negli ospedali, nelle biblioteche, nelle strutture sportive, fino alle tubature dell’acqua, così come in numerosi siti produttivi e contesti industriali. Una presenza che riguarda anche ambiti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate – in particolare Marina, Esercito e Aeronautica – senza escludere altri corpi dello Stato. Una presenza invisibile ma pervasiva, che espone ancora oggi milioni di cittadini a un rischio concreto e quotidiano.
A livello territoriale, il fenomeno interessa in modo particolare le regioni a maggiore industrializzazione: la Lombardia registra oltre 2.000 decessi l’anno, seguita da Piemonte (circa 1.000), Emilia-Romagna (circa 650), Liguria (oltre 600) e Lazio (circa 500).
Se da un lato negli ultimi anni sono stati avviati interventi di bonifica, piani regionali e strumenti di supporto alla rimozione, con alcune realtà che si distinguono per impegno e capacità operativa e per l’impegno nella bonifica – come la Lombardia, che rappresenta il 33,2% del totale nazionale di amianto smaltito, e il Friuli Venezia Giulia, considerato un modello virtuoso – dall’altro il dato più rilevante resta immutato, la velocità e il ritmo complessivo delle rimozioni resta insufficiente rispetto alla diffusione della fibra killer. Il nodo centrale è proprio questo: senza un’accelerazione concreta nelle bonifiche, l’emergenza amianto continuerà a produrre vittime per decenni.
“La stabilità dei numeri dimostra che non siamo di fronte a un problema risolto, ma a una crisi sanitaria ancora in corso. L’amianto continua a essere presente nei luoghi della vita quotidiana e continua a causare malattie e morti. Serve un piano straordinario di rimozione, capillare e strutturato, che coinvolga tutto il territorio nazionale e metta al centro la tutela della salute pubblica” – spiega l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.
In occasione della Giornata Mondiale il richiamo è chiaro: non basta ricordare, bisogna agire. Perché l’amianto non è solo una tragedia del passato, ma una presenza concreta nel presente che continua a mietere vittime nel silenzio, anno dopo anno.
L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.
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