
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 7 Luglio 2026
Governo, Salvini: "Sicurezza primo dovere dello Stato. Sull'immigrazione privilegiare i cristiani"
"I dati non bastano a ridurre l'insicurezza. L'estremismo islamico vuole sopraffarci".
La gestione dei flussi migratori e il tema della sicurezza nazionale tornano al centro del dibattito politico con un intervento a tutto campo del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.
Attraverso un contributo pubblicato sulle colonne del quotidiano Avvenire, il ministro ha tracciato la rotta del suo partito, ribadendo la necessità di un controllo rigoroso dei confini e proponendo un netto criterio religioso e culturale per le politiche di accoglienza.
Il punto di partenza dell'analisi di Salvini è il ruolo fondamentale delle istituzioni nel garantire la tranquillità sociale. Una priorità assoluta, come sottolineato dallo stesso vicepremier: "Considero la sicurezza uno dei primi doveri dello Stato. Non perché sia l'unico ma perché da quel dovere dipende la credibilità stessa delle istituzioni".
Allargando lo sguardo al tessuto sociale, Salvini evidenzia il profondo divario tra le statistiche ufficiali e il reale sentimento della popolazione, richiamando la necessità di "investire nel presidio e nella prevenzione" per arginare l'allarme sociale: "I dati sono indispensabili ma non bastano a ridurre una percezione diffusa di insicurezza e di paura. Per il mio ruolo incontro ogni giorno persone in tutta Italia e la domanda di sicurezza attraversa il Paese. E' ancora più forte dove i redditi sono più bassi e i bisogni più ampi".
Il passaggio più marcato dell'intervento riguarda però la gestione degli sbarchi e dell'integrazione. Il leader leghista rivendica il principio della sovranità statale sulle frontiere, spiegando che "un Paese ha il dovere di sapere chi entra nel proprio territorio, di far rispettare le proprie leggi e di contrastare ogni forma di illegalità che prospera nell'irregolarità".
Di conseguenza, per il ministro, "governare l'immigrazione significa scegliere". Una scelta che, secondo la visione della Lega, deve tradursi in una precisa direttiva d'ingresso mirata a "privilegiare l'accoglienza e l'integrazione di donne e uomini che arrivano dai Paesi di religione cristiana, pronti a rispettare il nostro modo di vivere lontani dall'arroganza e dalla volontà di sopraffazione" che "l'estremismo islamico porta avanti in tutta Europa".
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