
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 7 Luglio 2026
Covid, Conte attacca la Commissione d'inchiesta: "Delegare l'ascolto dei testimoni viola i principi del processo penale"
Il leader del M5S contro il presidente dell'organismo parlamentare Marco Lisei (FdI): "Protervia istituzionale, si deve dimettere. Denunceremo questa gestione illegittima in tutte le sedi".
Scontro totale in commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione della pandemia da Covid-19. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è intervenuto duramente nel corso della seduta odierna, contestando radicalmente il sistema adottato per l'audizione dei testimoni.
Nel mirino dell'ex premier c'è la decisione del presidente dell'organismo bilaterale, Marco Lisei (Fratelli d'Italia), di procedere all'escussione delle persone informate sui fatti delegando l'incarico a dei consulenti esterni. Una scelta metodologica che Conte ha bollato come una gravissima forzatura giuridica e istituzionale: “Oggi non solo abbiamo una illegittimità costituzionale, che diventerà un precedente a futura memoria, ma non stiamo applicando nemmeno i principi minimi del processo penale”.
Secondo il leader pentastellato, la scelta della maggioranza di proseguire su questa linea invaliderà l'intero operato dell'organo di inchiesta, rendendo vani gli sforzi e i testi raccolti. Rivolgendosi direttamente a Lisei, Conte ha preannunciato battaglia legale e ha chiesto formalmente un passo indietro del presidente: “L’esito di questo lavoro sarà materiale inutilizzabile e se lei viola questo principio la denunceremo in tutte le sedi. Dovrebbe dimettersi, anche perché sui lavori della commissione lei dice menzogne su di me in video deliranti, non rispetta il suo ruolo istituzionale”.
Nel corso del suo intervento, l'ex presidente del Consiglio ha smontato la base regolamentare della delibera, evidenziando come i poteri di indagine debbano rimanere strettamente in capo alla collegialità dei parlamentari eletti e non a figure terze: “Il regolamento da voi stesso votato esclude la possibilità di escutere testimoni in questo modo. Questa facoltà non spetta neppure al singolo commissario ma alla commissione come organo collegiale, la maggioranza non si sentirebbe garantita se fosse delegato un parlamentare di opposizione… Lei oggi sta dimostrando protervia istituzionale”.
Infine, Conte ha tracciato un parallelismo tecnico con il diritto processuale per dimostrare l'inconsistenza giuridica delle audizioni così strutturate, lamentando la totale assenza di tutele e del diritto alla difesa per le parti in causa: “Nel codice penale c’è un principio, il principio di oralità della prova: significa che se pure vengono escussi dal pubblico ministero in persona o dall’autorità delegata di polizia giudiziaria, per le garanzie che spettano ai cittadini quella non è una prova; va riprodotta nel processo penale. Secondo lei è possibile che quella persona venga escussa e non ci sia il controesame? State contraddicendo i principi del processo penale”.
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