
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 7 Luglio 2026
Moda: l'arte scultorea di Lynda Benglis ispira la Haute Couture di Dior firmata Anderson
Al Musée Rodin di Parigi sfila la collezione Autunno/Inverno 2026-27.
L'arte contemporanea si fonde con il rigore e l'eccellenza dell'artigianato d'atelier. Jonathan Anderson, direttore creativo di Christian Dior, ha scelto i giardini del Musée Rodin di Parigi – per l'occasione trasformati in un fitto labirinto di felci – per presentare la nuova collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2026-27.
Al centro del progetto stilistico c'è il dialogo serrato con la complessa produzione di Lynda Benglis, l'artista statunitense celebre per aver abbattuto la barriera tra pittura e scultura.
Non si tratta di una sperimentazione inedita per lo stilista, che aveva già attinto all'estetica della Benglis durante la sua passata direzione da Loewe, ma che oggi trova una nuova e più matura declinazione sotto le insegne della maison di Avenue Montaigne.
Il fulcro concettuale della sfilata risiede proprio nel richiamo alla dedizione totale che l'artista riversava nel processo creativo, un parallelismo che Anderson ha voluto traslare direttamente sul lavoro manuale delle maestranze parigine, citando una precisa riflessione della scultrice: “Mi dedico completamente al mio lavoro in atelier. L'atelier è in un certo senso, il mio laboratorio”. Un richiamo utile a spostare i riflettori sulla perizia tecnica degli artigiani e sulla sostanza materica degli abiti. Come puntualizzato dallo stesso direttore creativo in sede di presentazione: “Questa collezione rappresenta una risposta, nel linguaggio dell'alta moda, all'opera della scultrice americana Lynda Benglis”.
In passerella la contaminazione si traduce in lavorazioni complesse, come i tessuti agugliati e i volumi rigorosi. Spiccano cappotti realizzati con materiali ibridi, che iniziano come pesante lana nella parte superiore per poi trasformarsi fluidamente in leggera organza in prossimità dell'orlo.
La sfilata diventa anche l'occasione per omaggiare la storia della maison: un cappotto rosso interamente plissettato reinterpreta la celebre linea ad A che segnò il debutto di Yves Saint Laurent per Dior nel 1958, mentre un modello verde riprende l'architettura della storica giacca "Bar" del New Look di stampo diciannovesimo secolo, allungandosi fino al polpaccio e chiudendosi con un profilo di frange. La natura partecipa alla narrazione attraverso mise stravaganti punteggiate da fiori multicolori e pochette rigide decorate con stampe floreali.
La seconda parte della sfilata si concentra in modo specifico su abiti e accessori ispirati a "Eridano" (Eridanus), la serie di opere che la Benglis realizzò nel 1984 esplorando le potenzialità dei metalli e unendo zinco, filo metallico e alluminio ondulato per ottenere strutture leggere capaci di curvarsi e attorcigliarsi.
Nella visione di Anderson, quelle iconiche sculture da parete simili a nastri fluttuanti e nodi cartacei rivivono in copricapi in tessuto laminato dalle geometrie aerodinamiche e dalle tinte metalliche, in borse dorate a plissé con macro fiocchi e in abiti scultorei declinati nelle sfumature dei metalli nobili.
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