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  • Roma - Martedì 11 Agosto 2026

Gran Bretagna travolta dal caldo record: acqua razionata per 27 milioni di persone, è già allarme per l'anno prossimo

L'ondata d'afa senza precedenti e gli effetti di El Niño mettono in ginocchio l'Europa occidentale, con il Regno Unito costretto a misure d'emergenza.

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L'emergenza climatica sta colpendo con inusitata violenza l'Europa occidentale e in particolare la Gran Bretagna, dove le temperature estreme e la prolungata assenza di precipitazioni hanno spinto le autorità a contingentare l'acqua corrente per 27 milioni di abitanti.

Nel Paese, con tre quarti dell'Inghilterra in uno stato di grave siccità e l'agricoltura costretta ad anticipare i raccolti come mai negli ultimi vent'anni, si attende il picco della quinta ondata di calore del 2026 con valori previsti fino a 36 gradi.

I bacini idrici britannici mostrano cali compresi tra l'11% e il 70% rispetto al 2025, mentre un quinto dei corsi d'acqua ha toccato i minimi storici dal 1976. L'impatto si estende anche all'ambiente naturale, con ben 245 roghi registrati nelle riserve naturali del Paese, mentre sull'intero continente europeo gli incendi hanno già divorato oltre un milione di ettari negli ultimi anni.

L'eccezionalità della situazione è confermata dai rilevamenti del servizio europeo Copernicus, secondo cui nei mesi di giugno e luglio l'Europa occidentale ha registrato una temperatura media di 21,62 gradi, ben 2,79 gradi sopra la media del trentennio 1991-2020 e quasi un grado superiore al precedente record del 2022.

Questo surriscaldamento accelera l'evaporazione dei terreni, innescando un circolo vizioso che amplifica ulteriormente i picchi termici. A guidare questo scenario distopico è il fenomeno globale di El Niño, destinato secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale e la Noaa ad accentuarsi nei prossimi mesi fino a diventare un "super Niño" molto forte, le cui ripercussioni potrebbero spingere le temperature globali verso un nuovo picco record nel 2027.

Per l'autunno si attendono valori oltre la norma in gran parte del globo, accompagnati da una forte redistribuzione delle piogge che interesserà anche l'Europa meridionale.

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