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  • Roma - Giovedì 25 Giugno 2026

Hyundai, scatta il primo sciopero contro i robot umanoidi: oltre 30 mila lavoratori pronti a fermarsi

Oltre 30 mila lavoratori Hyundai annunciano uno sciopero contro l'introduzione dei robot Atlas, chiedendo coinvolgimento e profitti dalla tecnologia.

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Per la prima volta l'introduzione dei robot umanoidi nelle fabbriche rischia di provocare uno sciopero di massa. A finire al centro della protesta è Hyundai, dove oltre 30 mila lavoratori sono pronti a incrociare le braccia per contestare il piano dell'azienda che prevede l'impiego dei robot Atlas nei propri stabilimenti produttivi. L'obiettivo del gruppo automobilistico è iniziare a utilizzare i nuovi umanoidi già dal 2028 nello stabilimento di Savannah, in Georgia, aprendo una nuova fase nell'automazione industriale.

Dall'acquisto di Boston Dynamics ai robot Atlas

La vicenda affonda le radici nel 2021, quando Hyundai acquisì Boston Dynamics per circa 1,1 miliardi di dollari. All'epoca i robot umanoidi sembravano ancora un progetto futuristico. Oggi, invece, Atlas è in grado di svolgere attività sempre più complesse: oltre a muoversi con agilità e mantenere l'equilibrio, può eseguire operazioni manuali e lavorare negli impianti industriali. Hyundai punta a produrre fino a 30 mila robot Atlas ogni anno, destinandoli sia ai propri stabilimenti sia alla vendita ad altre aziende.

Il sì allo sciopero

La mobilitazione è stata approvata con un consenso quasi unanime. L'87% dei circa 40 mila iscritti al sindacato dei metalmeccanici di Hyundai ha votato a favore dello sciopero, dando il via libera a una protesta che potrebbe bloccare l'introduzione dei nuovi robot nelle fabbriche. I rappresentanti dei lavoratori chiedono di essere coinvolti nelle decisioni relative all'adozione dell'intelligenza artificiale e dell'automazione. "Senza un accordo fra manager e lavoratori, a neanche un robot sarà permesso l'ingresso in fabbrica.", hanno dichiarato i rappresentanti del sindacato dei metalmeccanici sudcoreano.

Il timore di essere sostituiti

L'azienda ha assicurato che Atlas sarà impiegato esclusivamente nelle attività più pesanti, ripetitive o pericolose, così da alleggerire il lavoro degli operai. I sindacati, però, guardano oltre il breve periodo. La preoccupazione è che, con il continuo sviluppo dell'intelligenza artificiale, i robot possano progressivamente acquisire competenze sempre più avanzate fino a sostituire anche gli addetti impegnati nelle mansioni più qualificate. Una prospettiva che alimenta i timori dei lavoratori, consapevoli che i robot possono operare senza interruzioni, non hanno ferie, non si ammalano e non scioperano.

I dipendenti chiedono una parte dei profitti

Le rivendicazioni non riguardano soltanto il coinvolgimento nelle decisioni strategiche. I lavoratori chiedono infatti di beneficiare economicamente dei risultati che la rivoluzione dell'intelligenza artificiale promette di generare. La richiesta avanzata ai vertici Hyundai è quella di un bonus straordinario pari al 30% degli utili netti dell'azienda. Qualora venisse accolta, ogni dipendente sudcoreano riceverebbe un premio di circa 25 mila euro.

Il precedente di Samsung e SK Hynix

La protesta richiama quanto accaduto nei mesi scorsi nel settore dei semiconduttori. I dipendenti di Samsung e SK Hynix avevano infatti minacciato un lungo sciopero ottenendo, al termine della trattativa, bonus straordinari superiori ai 400 mila dollari per ciascun lavoratore. Un precedente che ora rischia di diventare un modello anche per altri comparti dell'industria tecnologica.

Il timore di una corsa agli aumenti salariali

La vicenda viene osservata con attenzione anche dalla Banca centrale della Corea del Sud. Secondo gli analisti, il riconoscimento di consistenti bonus legati ai profitti generati dall'intelligenza artificiale potrebbe spingere altri lavoratori a chiedere analoghi aumenti retributivi. Il rischio è quello di una crescita generalizzata dei salari, con possibili ripercussioni sull'inflazione e sull'intero sistema economico. Lo sciopero annunciato in Hyundai rappresenta così molto più di una semplice vertenza aziendale: potrebbe essere il primo grande confronto tra capitale e lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale, destinato a ridefinire il rapporto tra innovazione tecnologica, occupazione e redistribuzione della ricchezza prodotta dai nuovi sistemi automatizzati.

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