
- Prima Notizia 24
- Milano - Giovedì 25 Giugno 2026
Fininvest vola grazie all'espansione in Germania e alza il dividento a 150 mln
La holding di proprietà della famiglia Berlusconi chiude il 2025 con un utile netto di 429,3 milioni, segnando un forte incremento e una strategia di espansione europea.
La holding finanziaria della famiglia Berlusconi ha archiviato l'ultimo bilancio annuale registrando una decisa accelerazione di tutti i principali indicatori economici: il gruppo Fininvest ha infatti chiuso l’esercizio 2025 con un risultato netto di pertinenza del gruppo pari a 429,3 milioni, in netto miglioramento rispetto ai 263,5 milioni del 2024.
Per quanto riguarda la sola società madre, l'utile si è attestato a 262,3 milioni di euro, un dato che si confronta con i 2,7 milioni dell'anno precedente, quando i conti avevano risentito in modo significativo di alcune poste straordinarie, tra le quali spiccava il deprezzamento legato alla gestione della società calcistica AC Monza.
Sulla base di queste performance, la cedola complessiva che verrà spartita tra i cinque eredi del fondatore salirà a 150 milioni di euro, segnando un incremento rispetto ai 100 milioni distribuiti nel corso della passata stagione. L'espansione dei volumi di attività è testimoniata anche dal fatturato consolidato, che ha varcato la soglia dei 5,03 miliardi di euro con un balzo in avanti del 26,3% su base annua.
Questo incremento è ascrivibile in larga parte all'integrazione nei conti della spinta derivante dall'operazione ProSieben. Qualora si decidesse di analizzare l'andamento gestionale escludendo l'apporto del colosso televisivo tedesco e limitando l'impatto del club calcistico brianzolo ai soli primi nove mesi dell'anno, i ricavi mostrerebbero invece una contrazione marginale pari al 2,7%.
Sul fronte patrimoniale, lo stato di salute dei conti evidenzia un debito finanziario netto di 658,1 milioni di euro, calcolato prima dell'applicazione dei princìpi contabili internazionali sui contratti di locazione e senza considerare l'esborso per la televisione tedesca. Inserendo nel computo anche quest'ultima voce, l'esposizione finanziaria sale a 2,704 miliardi di euro prima dei criteri internazionali, per poi attestarsi a 2,99 miliardi di euro una volta recepiti gli aggiustamenti sui canoni, a fronte degli 1,107 miliardi registrati nel precedente consuntivo.
Il rafforzamento industriale e i traguardi strategici raggiunti oltre i confini nazionali sono stati commentati con profonda soddisfazione dai vertici della società, che hanno voluto rivendicare la continuità d'azione rispetto ai valori originari del fondatore, declinandoli in una dimensione autenticamente continentale.
“Gli eccellenti risultati del 2025 confermano la solidità economica e finanziaria del gruppo Fininvest, che continua a investire e a rinnovarsi, restando fedele a quella che è da sempre la sua visione – ha sottolineato Marina Berlusconi, presidente di Fininvest -. La stessa che ha ispirato nostro padre, Silvio Berlusconi: guidare le aziende con una logica e con obiettivi imprenditoriali, ricorrendo alla finanza come strumento, non come fine in sé. Proprio questa visione, nel 2025, ci ha consentito di raggiungere una tappa storica del nostro percorso.
Con il rafforzamento di Mfe e l’acquisizione del controllo di ProSieben – ha sottolineato ancora -, mio fratello Pier Silvio e la sua squadra hanno esteso il nostro modello crossmediale ai mercati di lingua tedesca, tra i più rilevanti in termini di investimenti pubblicitari e contenuti. Ed è motivo di profonda soddisfazione che proprio dall’Italia sia cominciata questa nuova e grande avventura, che segna la nascita di una reality unica in Europa: un broadcaster di dimensioni continentali, presente, oltre che in Italia, anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo.
Del resto – ha aggiunto Marina Berlusconi -, se vogliamo che l’Europa possa avere il ruolo da protagonista che meriterebbe, occorre anche creare le condizioni perché nascano gruppi imprenditoriali in grado di competere con i giganti globali, che dispongono di risorse e posizioni dominanti senza precedenti. Non è solo una questione economica, è soprattutto una questione di sovranità: significa dare all’Europa la possibilità di competere e far sentire la propria voce negli equilibri internazionali”.
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