I Papi e la guerra, da che parte sta la Chiesa?
Gianpiero Gamaleri, per spiegare meglio come la Chiesa giudica la guerra lo studioso chiede aiuto al cardinale Fernando Filoni e a due famosi giornalisti della carta stampata, Mario Nanni e Marco Politi.
di Pino Nano
Lunedì 19 Giugno 2023
Roma - 19 giu 2023 (Prima Notizia 24)
Gianpiero Gamaleri, per spiegare meglio come la Chiesa giudica la guerra lo studioso chiede aiuto al cardinale Fernando Filoni e a due famosi giornalisti della carta stampata, Mario Nanni e Marco Politi.

Lancio nazionale per il nuovo libro di Gianpiero Gamaleri, ex consigliere di amministrazione della RAI e illustre storico e analista dei media nelle università più prestigiose d’Europa. Il saggio, La fumata bianca della pace-La voce di dodici papi contro la guerra” sarà presentato alla stampa il 21 giugno prossimo alle ore 18,30 presso Palazzo Ruspoli, via della Fontanella Borghese da un parterre di esperti ei profondi conoscitori delle cose vaticane. Moderato dall’ Editore Luciano Lucarini, interverranno al dibattito: S. Em. Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell'Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Mario Nanni, storico giornalista parlamentare e scrittore di grande successo; e il giornalista Marco Politi, vaticanista apprezzato e seguito in tutto il mondo.

E’ quasi iconico il riferimento che in questo libro il professore Gianpiero Gamaleri dedica a Papa Benedetto XVI: “Commemorando la figura di Papa Benedetto XVI, Papa Francesco ha rivelato un particolare molto significativo: al momento della sua elezione aveva scelto il nome di Benedetto pensando non solo al fondatore del monachesimo, ma anche alla figura del suo predecessore Benedetto XV, il genovese Giacomo della Chiesa, il cui mandato dal 1914 al 1922 aveva coperto l’intero periodo della Prima Guerra Mondiale. Si potrebbe dire che Ratzinger aveva fin d’allora prefigurato la possibilità di dover a sua volta affrontare il tema della pace e della guerra su cui proprio Benedetto XV aveva pronunciato parole di grandissima rilevanza. Eletto poche settimane dopo l’inizio della Grande Guerra, già il 1° novembre 1914 aveva promulgato l’enciclica “Ad Beatissimi Apostolorum Principis”, invitando i capi delle nazioni di allora ad “affrettarsi a ridare ai loro popoli i benefici della pace”, considerando quante lacrime e quanto sangue erano stati già versati fin dai primi mesi di guerra”.

Ma l’atto più significativo e per certi versi clamoroso di Benedetto XV – spiega l’illustre cattedratico- sarà la lettera apostolica del 1° agosto 1917 in cui definisce la guerra come “inutile strage” e quella allora in corso - che purtroppo tanto assomiglia all’attuale in Ucraina – “il suicidio dell’Europa civile”.

“Un documento clamoroso, scrive Gamaleri-perché il Papa non si limitò a invocare la pace ma formulò concrete proposte ai governi belligeranti per potersi accordare, sostituendo alla forza delle armi – ancora esplicitamente evocata ai giorni nostri anche dal ministro degli esteri russo – la forza morale del diritto.

E per rafforzare il suo richiamo evocava l’immagine delle migliaia di giovani morti, feriti, dispersi. Non c’è città o paese d’Italia ed anche di tante altre nazioni che non abbia un monumento in cui sono scritti nella pietra i nomi dei caduti delle due guerre mondiali. Prova tangibile dei lutti da cui non fu praticamente risparmiata alcuna famiglia. E già allora, Benedetto XV richiamava anche la “grave negativa incidenza della guerra sulla questione economica così importante per l’avvenire e per il benessere materiale di tutti gli stati belligeranti”.

Dice ancora Gamaleri: “Sono parole che non possono non colpire per la loro estrema attualità. Questi due papi, accomunati nelle parole di Francesco, ci danno l’immediata percezione della coerenza dell’impegno dei papi di quel periodo al grande dolore collettivo per la tragica esperienza della guerra. Una guerra, aggiunge oggi Papa Francesco, cui non possiamo e dobbiamo abituarci, così come mai si abitueranno quelle madri che hanno perduto e perdono il proprio figlio, il dolore più grande e indelebile che a un essere umano possa capitare”.

Coerenza delle parole, degli atti, dei gesti Ma forse ha ragione Gamaleri quando scrive che “Vedendo riuniti in un solo testo gli appelli e le azioni dei dodici papi che si sono avvicendati dalla metà dell’Ottocento fino ad oggi colpisce l’assoluta coerenza delle loro parole e iniziative, ispirate non solo dal profondo senso religioso della loro fede cristiana ma anche da una partecipazione appassionata alle vicende del proprio tempo.Nel pensare al titolo di questo libro ci siamo chiesti se usare il singolare o il plurale: “la voce o le voci” di dodici papi? Raccogliendo i loro documenti non abbiamo avuto dubbi: si è trattato e si tratta di una sola voce, anzi di un unico “grido” che purtroppo è rimasto inascoltato in tutto l’arco di tempo che abbiamo preso in esame”.

Tra i relatori, va detto, oltre a due famosi giornalisti come Mario Nanni Marco Politi c’è anche il cardinale Fernando Filoni, uno dei grandi protagonisti della Storia della Chiesa moderna, un uomo che ha girato il mondo, che conosce la storia dei Papi come nessun altro, e che dall’alto del suo osservatorio oggi guida l’Ordine forse più prestigioso di Santa Romana Chiesa, quello del Cavalieri del Santo Sepolcro, una icona insomma del mondo della Chiesa, e nessuno meglio di lui potrà spiegare al pubblico presente la magia del linguaggio della chiesa moderna. Un evento nell’evento, dunque, da non perdere.


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