
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 12 Agosto 2026
Il governo prepara la manovra da 30 miliardi tra taglio Irpef, contratti ed energia
Meloni fissa la rotta su tasse e occupazione in vista di settembre. Risorse dalla flessibilità Ue, ma sale il pressing dei partiti e dei ministeri per i fondi.
Prende forma sul tavolo del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti il cantiere per la prossima legge di bilancio, l'ultima della legislatura, che potrebbe superare una dote complessiva di 30 miliardi di euro.
L'esecutivo intende confermare la linea strategica indicata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per puntare sul calo della pressione fiscale, sul sostegno al potere d'acquisto e sull'occupazione.
L'ossatura finanziaria del provvedimento poggerà sull'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale richiesta a Bruxelles, un piano di flessibilità triennale da 35 miliardi per le spese in difesa ed energia che consentirà uno scostamento di bilancio da approvare in Parlamento dopo il via libera europeo di ottobre, portando subito circa 14 miliardi nella manovra per coprire gli interventi energetici strutturali ed escludendo tuttavia sussidi temporanei o tagli alle accise.
Al netto del capitolo energetico e della difesa, l'elenco delle coperture necessarie si preannuncia comunque particolarmente salato e già superiore ai 17 miliardi.
Sul tavolo del Tesoro sono arrivate le istanze dei vari dicasteri: la Salute con Orazio Schillaci sollecita 5 miliardi per assunzioni e stipendi nel settore sanitario, le Infrastrutture guidate da Matteo Salvini stimano 5 miliardi per le opere pubbliche, mentre il Lavoro punta a 2 miliardi per la detassazione dei premi di risultato, dei rinnovi contrattuali e dei lavori usuranti, a cui si sommano la richiesta di 4 miliardi per la Zona economica speciale del Mezzogiorno e oltre un miliardo per scongiurare lo scatto automatico dei requisiti pensionistici.
Resta inoltre da completare la riforma dell'Irpef per il ceto medio con il calo dal 43% al 33% dell'aliquota per i redditi tra 50 e 60 mila euro, un intervento da 1,2 miliardi.
Nel quadro politico di maggioranza non mancano infine i primi attriti strategici sulle forme di finanziamento, testimoniati dal rilancio di Salvini su un nuovo prelievo a carico degli istituti bancari, opzione che trova la freddezza di Forza Italia ma che resta tra le ipotesi valutate nei corridoi del governo.
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