
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 17 Agosto 2026
Il Paese dalla memoria corta e il dovere di un’informazione seria
Il prof. avv. Piero Sandulli (NELLA FOTO) riflette sulla tendenza tutta italiana a riportare ciclicamente sulla scena pubblica personaggi controversi che sembravano ormai consegnati al passato. Partendo dal caso Lavitola, Sandulli richiama il mondo dell’informazione alla responsabilità, al discernimento e all’indipendenza di giudizio: il giornalismo, sostiene, deve privilegiare la serietà dell’analisi rispetto alla ricerca dello scandalo e degli ascolti.
di Prof. Avv. Piero Sandulli
La storia d’Italia è costellata di strani personaggi che, come l’alta marea, appaiono, scompaiono e dopo qualche tempo, in un Paese dalla memoria corta, ritornano sulla scena.
Il Lavitola è solo l’ultimo di questa genia.
Il dubbio è legato alla questione: come mai questi poco credibili personaggi ( spesso anche poco lineari,sotto il profilo giuridico) possano acquisire nuova credibilità sulla scena pubblica.
Perché ad essi, spesso, viene garantita una seconda (se non terza chance)di creare scompiglio? Quale è il fenomeno che li riporta sulla cresta dell’onda mediatica?
Non credo vi sia una risposta a questi interrogativi, tuttavia, ritengo che alla base di ciò, oltre alla memoria corta del Paese, vi sia la carenza di una seria cultura critica ed analitica e la voglia di ricercare scandalo dove, invece, dovresti far tesoro delle parole di Dante:”non ti curar di loro ma guarda e passa”.
La stampa italiana (e non solo)ha necessità di discernimento, deve imparare a separare “i grano dalla zizzania”!
Le inchieste giornalistiche hanno necessità di serietà, non di inseguire gli ascolti!
Siamo stanchi di speculazioni a tema premeditato, abbiamo bisogno di serietà nella informazione, serietà che va ricercata nella indipendenza di pensiero con la quale è indispensabile esaminare i fatti!
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