
- Prima Notizia 24
- Lunedì 27 Aprile 2026
Inchiesta Arbitri: l’Inter non è indagata. Sotto la lente del PM "quattro o cinque partite"
Gli iscritti nel registro degli indagati sarebbero più dei cinque nomi già noti. Nel mirino presunti favori ai nerazzurri e condizionamenti in sala VAR, ma la Procura chiarisce: "Club e dirigenti estranei".
L'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale si allarga e rivela un quadro più articolato di quanto inizialmente ipotizzato, con un numero di iscritti nel registro degli indagati superiore ai cinque nomi già emersi.
Nonostante la gravità delle ipotesi di frode sportiva contestate in concorso con "più persone", fonti qualificate della Procura hanno voluto fare chiarezza sulla posizione dei club coinvolti nelle gare citate, precisando che l'Inter e i suoi dirigenti non sono indagati e che l'intero fascicolo riguarda esclusivamente soggetti appartenenti al mondo arbitrale.
Sotto la lente del PM Maurizio Ascione sono finite quattro o cinque partite dello scorso campionato, mentre l'indagine sembra aver tratto origine anche da un esposto relativo al match Inter-Verona del 2024 e dalle dichiarazioni dell'ex guardalinee Domenico Rocca.
Le contestazioni mosse a Gianluca Rocchi riguardano tre episodi specifici, a partire dal presunto condizionamento della sala Var in Udinese-Parma tramite le cosiddette "bussate".
Al designatore viene inoltre attribuito un presunto accordo, che sarebbe avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, finalizzato a favorire i nerazzurri attraverso una designazione mirata per la trasferta di Bologna e l'esclusione dell'arbitro Daniele Doveri, ritenuto poco gradito, dalle fasi finali della stagione.
Sul fronte degli altri indagati, Andrea Gervasoni e Luigi Nasca devono rispondere della gestione di un rigore revocato in Salernitana-Modena, mentre Rodolfo Di Vuolo e lo stesso Nasca sono stati iscritti per l'attività svolta come addetti al Var durante la discussa sfida tra Inter e Verona.
La posizione di Daniele Paterna è invece mutata durante il corso dell'istruttoria: convocato inizialmente come testimone per i fatti di Udine, il suo verbale è stato sospeso e l'arbitro è stato iscritto per aver fornito false informazioni al pubblico ministero.
In Procura si registra un clima di forte tensione legato alla gestione del fascicolo, mentre gli indagati principali hanno scelto la via dell'autosospensione in attesa che l'attività del Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza faccia piena luce sulla fondatezza delle accuse e sull'effettiva indipendenza del sistema arbitrale durante l'ultima stagione sportiva.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















