
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 17 Agosto 2026
Inchiesta attentato Ranucci: Lavitola verso l'integrazione della confessione. Il legale: "È pentito"
Colloquio di tre ore nel carcere di Rebibbia tra l'ex consulente e l'avvocato Cola. "Nessun accordo preventivo sull'attentato, avvisò il conduttore a settembre".
Si prospettano nuove puntualizzazioni difensive nell'ambito delle indagini sull'attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L'avvocato Arturo Cola ha avuto un lungo colloquio, durato quasi tre ore, con il proprio assistito Valter Lavitola all'interno del carcere romano di Rebibbia, al termine del quale ha fatto il punto sulla linea giudiziaria in vista del riesame.
"Lavitola vive una condizione psicologica certamente non facile, perché per una scelta autonoma, ha provocato dei guai a due persone che sono per lui un figlio, e parlo di Gomes e un fratello in riferimento a Ranucci. È pentito per avere messo nei guai persone a cui tiene", ha riferito il legale uscendo dal penitenziario riportando lo stato d'animo del suo cliente.
Prima dell'ingresso nella struttura carceraria, il difensore aveva già anticipato alla stampa le ragioni dell'incontro: "Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell'udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima. Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse ma si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un'interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee".
In merito alla cronologia dei contatti intercorsi tra l'ex consulente e il giornalista della Rai, il legale ha inteso chiarire la sequenza temporale degli avvertimenti: "Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C'è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell'attentato medesimo".
L'avvocato Cola ha infine ribadito la posizione centrale della difesa rispetto alla ricostruzione dei fatti addebitati al suo assistito: "A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull'attentato".
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