Inchiesta ‘Le 5 Forchette’: sequestrato il cellulare di Mauro Caroccia. Sotto la lente i legami con la società legata a Delmastro

La Direzione Distrettuale Antimafia dispone l'analisi tecnica sui dispositivi dell'indagato per ricostruire la genesi della Srl e la gestione del ristorante sulla Tuscolana. Domani l'interrogatorio della moglie di Caroccia.

(Prima Notizia 24)
Martedì 07 Aprile 2026
Roma - 07 apr 2026 (Prima Notizia 24)

La Direzione Distrettuale Antimafia dispone l'analisi tecnica sui dispositivi dell'indagato per ricostruire la genesi della Srl e la gestione del ristorante sulla Tuscolana. Domani l'interrogatorio della moglie di Caroccia.

Una nuova accelerazione nelle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Roma scuote il caso legato alla società ‘Le 5 Forchette’. Gli inquirenti hanno infatti disposto il sequestro del telefono cellulare di Mauro Caroccia, figura centrale dell'inchiesta insieme alla figlia Miriam. Entrambi sono indagati per le ipotesi di reato di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

L'attenzione della Procura si concentra sulla rete societaria che gestiva il ristorante ‘Bisteccheria d’Italia‘ in via Tuscolana, struttura nella quale aveva avuto una partecipazione anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, il quale non risulta tuttavia iscritto nel registro degli indagati.

L'obiettivo degli investigatori, supportati da un consulente tecnico, è quello di scandagliare il contenuto del dispositivo per analizzare conversazioni, messaggi e documenti digitali relativi alla costituzione della Srl, formalizzata nel dicembre 2024, e alle successive fasi gestionali dell'attività di ristorazione.

Caroccia, che deve già scontare una condanna definitiva a quattro anni, è stato interrogato lo scorso 1 aprile a piazzale Clodio, occasione in cui avrebbe fornito dettagli sulla genesi della società.

Il calendario degli accertamenti prevede per domani l'audizione della moglie di Caroccia. Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni del marito, la donna avrebbe preso parte attivamente, insieme alla figlia, all'atto costitutivo della società presso uno studio notarile di Biella il 16 dicembre di due anni fa. Questo passaggio è considerato cruciale dai magistrati per verificare la reale titolarità dei beni e l'eventuale flusso di capitali illeciti dietro lo schermo societario delle '5 Forchette'.


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