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- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Iran e Stati Uniti, primi passi verso la distensione: sospese per 60 giorni le sanzioni sul petrolio
Iran e Stati Uniti avviano una distensione: sospese per 60 giorni le sanzioni sul petrolio, riprendono le ispezioni nucleari.
Dopo settimane di tensioni e negoziati riservati, Iran e Stati Uniti sembrano aver imboccato una strada che potrebbe portare a una graduale de-escalation della crisi. Le due parti hanno raggiunto una prima intesa che prevede la sospensione per sessanta giorni delle sanzioni americane sulle esportazioni petrolifere iraniane e il ritorno delle ispezioni internazionali sui siti nucleari della Repubblica islamica. Non si tratta ancora di un accordo definitivo, ma di un passaggio considerato fondamentale per costruire un percorso di dialogo più stabile tra Washington e Teheran.
Vance: "Sono state 36 ore molto produttive"
A confermare il clima di cauto ottimismo è stato il vicepresidente americano JD Vance, che ha definito gli ultimi colloqui tra le delegazioni "36 ore molto produttive". Una dichiarazione che lascia intendere come i negoziati abbiano consentito di superare alcuni dei principali ostacoli che fino a pochi giorni fa sembravano insormontabili. Più prudente il presidente Donald Trump, che ha accolto positivamente i progressi ma ha ribadito la necessità che l'Iran rispetti gli impegni assunti. "Se l'Iran non rispetterà l'accordo o non si comporterà come dovrebbe, farò ciò che devo fare", ha dichiarato il presidente americano.
Riprendono le ispezioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica
Uno dei punti centrali dell'intesa riguarda il ritorno degli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) nei siti nucleari iraniani. Per Washington si tratta di una condizione indispensabile per verificare il rispetto degli impegni sul programma atomico della Repubblica islamica. I controlli internazionali erano stati sostanzialmente sospesi dal giugno 2025, dopo i bombardamenti che avevano coinvolto obiettivi collegati alle tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti. La possibilità di riprendere le verifiche rappresenta dunque uno dei principali risultati ottenuti nel corso dei colloqui.
Teheran mantiene una linea prudente
Dal fronte iraniano il tono resta più cauto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha sottolineato che ogni rapporto con l'AIEA continuerà a svolgersi "nel rispetto delle procedure esistenti", evitando però di fornire ulteriori dettagli sulle modalità operative delle future ispezioni. Una prudenza che riflette la delicatezza della questione nucleare all'interno degli equilibri politici della Repubblica islamica.
Stop alle sanzioni sul petrolio per due mesi
In cambio delle aperture iraniane, gli Stati Uniti hanno deciso di concedere una significativa tregua economica. Il Dipartimento del Tesoro americano ha infatti autorizzato per sessanta giorni la produzione, l'esportazione e la vendita di petrolio greggio, prodotti petroliferi e derivati petrolchimici iraniani. L'annuncio è stato confermato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha spiegato come la misura sia direttamente collegata agli impegni assunti da Teheran sul fronte nucleare e sulla sicurezza marittima. Per l'economia iraniana, duramente colpita negli ultimi anni dalle sanzioni internazionali, si tratta di una boccata d'ossigeno particolarmente significativa.
Lo Stretto di Hormuz resta aperto
Altro elemento fondamentale dell'accordo riguarda la navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita una parte consistente del commercio energetico mondiale. Washington considera la libertà di navigazione in quell'area una priorità assoluta e ha ottenuto rassicurazioni sul mantenimento della sicurezza dei traffici marittimi. Nonostante ciò, il volume delle navi in transito resta ancora inferiore rispetto ai livelli registrati prima dell'escalation militare degli ultimi mesi.
Proseguono i negoziati tecnici
Se i leader politici possono rivendicare i primi risultati, il lavoro dei negoziatori è tutt'altro che concluso. Parte delle delegazioni è infatti rimasta sul terreno per approfondire diversi dossier ancora aperti. Tra le questioni più delicate figurano il destino delle scorte di uranio arricchito, la gestione degli asset finanziari iraniani congelati all'estero, il futuro delle sanzioni internazionali e le modalità operative delle ispezioni dell'AIEA. Temi complessi che richiederanno ulteriori settimane di confronto.
Il ruolo dei Paesi mediatori
Determinante nel percorso di dialogo è stato il contributo di alcuni Paesi che hanno svolto un ruolo di mediazione tra le parti. Tra questi figurano il Pakistan e il Qatar, impegnati in una fitta attività diplomatica per favorire il confronto tra Washington e Teheran. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso nei prossimi giorni in Pakistan per una serie di incontri istituzionali, mentre Doha continua a mantenere aperti i canali di comunicazione con entrambe le parti.
Rubio in missione nel Golfo Persico
Parallelamente prosegue l'intensa attività diplomatica americana nella regione. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avviato un tour che lo porterà negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein, Paesi che guardano con cautela all'avvicinamento tra Washington e Teheran. L'obiettivo dell'amministrazione americana è rassicurare gli alleati del Golfo e consolidare il sostegno regionale al processo negoziale.
Sul tavolo anche la crisi in Libano
I colloqui tra Iran e Stati Uniti non riguardano esclusivamente il dossier nucleare. Tra i temi affrontati vi è anche la situazione in Libano, dove continuano le tensioni tra Israele ed Hezbollah. Secondo quanto emerso dai negoziati, sarebbe stata avviata una struttura di coordinamento internazionale con l'obiettivo di prevenire nuove escalation militari e favorire una soluzione diplomatica del conflitto.
Un accordo ancora fragile
Nonostante i progressi registrati, tutte le parti coinvolte sono consapevoli che il percorso verso una normalizzazione dei rapporti resta lungo e complesso. Le divergenze su numerosi dossier rimangono profonde e l'attuale intesa rappresenta soltanto una fase preliminare. Tuttavia, la ripresa delle ispezioni internazionali, la sospensione temporanea delle sanzioni petrolifere e il mantenimento aperto dei canali diplomatici costituiscono segnali importanti che potrebbero aprire una nuova fase nei rapporti tra Iran e Stati Uniti dopo anni di tensioni e contrapposizioni. I prossimi sessanta giorni saranno decisivi per capire se questo fragile equilibrio riuscirà a trasformarsi in un accordo più ampio e duraturo.
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