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- Perugia - Lunedì 4 Maggio 2026
Lavoro, Bombardieri (Uil): "Priorità salari e sicurezza, basta precarietà"
Il leader sindacale da Perugia rilancia la sfida 'Zero Morti': "Istituire reato di omicidio per violazioni norme sicurezza". Appello all'UE per modificare il Patto di Stabilità.
"Il lavoro è una priorità: abbiamo sempre messo al centro della nostra azione la necessità di dare risposte sui salari e sul lavoro dignitoso". Con queste parole il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, è intervenuto oggi a Perugia a margine del Congresso regionale della Uil Umbria, tracciando un'analisi critica dell'attuale mercato occupazionale italiano.
Secondo il leader sindacale, la crescita puramente statistica non riflette il benessere reale dei lavoratori: “In questo Paese, aumentano i numeri, ma non la qualità dell’occupazione: è su questo aspetto che occorre concentrarsi e intervenire”.
Un focus centrale è stato dedicato alla scia di sangue nei luoghi di produzione, definita una vera emergenza nazionale: “Il tema della sicurezza sul lavoro resta per noi prioritario, perché continuano a esserci più di mille morti l’anno”.
Bombardieri ha riconosciuto i progressi fatti, ma ha chiesto un cambio di passo radicale: “Abbiamo fatto passi in avanti, ma riteniamo che bisogna fare di più sul fronte della prevenzione e della formazione”, arrivando a proporre misure drastiche come l'“istituendo anche il reato dell’omicidio per violazioni di norme sulla sicurezza” e il contrasto feroce allo sfruttamento.
La promessa ai delegati è stata netta: “Non ci fermeremo fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo di zero morti sul lavoro”. Il segretario della Uil ha infine allargato lo sguardo allo scenario internazionale e alle regole fiscali europee, denunciando come in questi anni sia “stato messo in discussione il principio del rispetto del diritto internazionale con conseguenze sulle persone più deboli”.
Per Bombardieri, la soluzione passa da una riforma della governance economica: “L’Europa dovrebbe modificare il Patto di stabilità piuttosto che confermare le attuali regole della politica economica e finanziaria”, poiché, ha concluso, l'attuale gestione della crisi scaricata sui meno abbienti “è sbagliato e inaccettabile”.
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