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  • Roma - Giovedì 30 Aprile 2026

Giorgetti: “Un Paese indebitato non è totalmente libero, servono previsioni realistiche”

Il Ministro dell’Economia difende il DFP alla Camera e attacca l'eredità dei bonus edilizi. "Scontiamo scelte del passato, chi ignora il peso del debito ignora la realtà".

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Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiuso la discussione generale sul Documento di Finanza Pubblica (Dfp) nell’Aula della Camera con un richiamo alla responsabilità e alla trasparenza.

Secondo il titolare del MEF, un Paese gravato da un forte debito “non è totalmente libero”, motivo per cui l'azione di governo deve basarsi sul “principio di realismo”. “Dobbiamo scrivere delle previsioni realistiche e quello che abbiamo scritto oggi non è un Pil gonfiato per spendere o fare cose elettorali”, ha rivendicato il ministro.

Giorgetti ha inquadrato la situazione economica italiana all'interno di un contesto storico penalizzante, ricordando che questo Paese “ha scelto di rinunciare al nucleare e ha il debito pubblico più elevato in percentuale in Europa. Chi ignora questo dato, ignora la realtà”.

A pesare sui conti attuali sono i retaggi degli anni precedenti: “Scontiamo scelte che abbiamo fatto nel passato”, ha precisato, riferendosi in particolare alla dinamica fuori controllo delle agevolazioni fiscali per l'edilizia.

Sul fronte del deficit, attestatosi al 3,07%, il ministro ha chiarito che lo sforamento rispetto alle stime di settembre è dipeso da un’impennata imprevista: “L’andamento dei bonus edilizi nei mesi fino a settembre-ottobre era assolutamente nella normalità ma dopo la chiusura del 2025 abbiamo registrato un volume di domande che hanno portato questo dato sopra le nostre previsioni. Non abbiamo la sfera di cristallo. Abbiamo fatto una politica fiscale diretta a favore delle famiglie e dei lavoratori”.

Infine, Giorgetti ha sollevato un'obiezione critica verso le attuali clausole europee, lamentando un'incoerenza tra le spese per la difesa e quelle sociali. “È molto difficile sostenere la clausola europea che prevede di non considerare le spese per la difesa ed escluda interventi a favore di famiglie e imprese per i rincari dell’energia: vedo un’incongruenza logica che ribadiremo e continueremo a ribadire”.

Il ministro ha concluso auspicando un mandato forte dal Parlamento per affrontare scenari che “possono essere anche severamente avversi”, con l'obiettivo di “risolvere problemi della nostra economia e del popolo italiano”.

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