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  • Ancona - Venerdì 3 Luglio 2026

Legambiente lancia l'allarme: "Non è solo caldo, è crisi climatica"

Goletta Verde fa rotta sull'Adriatico e attacca: mari troppo caldi e città impreparate. Nel mese di giugno la temperatura superficiale del Tirreno ha superato i 24 gradi.  

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“Non è caldo, è crisi climatica”. È questo il severo monito lanciato dagli attivisti di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente salpata lungo le coste del mar Adriatico per accendere i riflettori sugli impatti ormai inequivocabili del surriscaldamento globale sulla Penisola. L'associazione ambientalista è tornata a chiedere all'esecutivo un'immediata accelerazione sulle politiche di adattamento, lo stanziamento di risorse economiche dedicate e una pianificazione strutturata per la creazione di aree di ristoro termico nei centri urbani.

A destare la massima preoccupazione tra gli scienziati sono le temperature rilevate nel bacino del Mediterraneo. Secondo le ultime analisi condotte da Legambiente sui dati della piattaforma europea Copernicus, nel mese di giugno la temperatura superficiale del mar Adriatico ha sfondato la barriera dei 23 gradi, mentre quella del mar Tirreno si è spinta addirittura oltre i 24 gradi.

Questo anomalo surriscaldamento della colonna d'acqua sta accelerando il fenomeno della tropicalizzazione del nostro ecosistema marino, favorendo la proliferazione e la colonizzazione stabile di specie aliene e aggressive come il granchio blu e il pesce scorpione. Sul versante dell'impatto nelle città, il quadro resta fortemente deficitario.

Sebbene Legambiente abbia censito circa 280 rifugi climatici (spazi pubblici freschi e alberati volti a offrire sollievo alla popolazione durante le ondate di calore) nelle principali metropoli italiane, il monitoraggio evidenzia che ne servirebbero almeno 700 soltanto negli otto comuni principali analizzati, e quasi 6 mila su tutto il territorio nazionale. Un ritardo strutturale che, secondo l'associazione, impone di ripensare con urgenza l'urbanistica per consentire alle città di convivere con i nuovi e drammatici scenari meteorologici.

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