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Libri sotto l’albero di Natale. Dal 15 dicembre la scrittrice calabrese Giusy Staropoli Calafati torna in libreria con una nuova storia, “Terra Santissima”, Laruffa editore, un romanzo dai toni forti che parla della Calabria, che racconta l’Aspromonte, e che spiega soprattutto come mai la Calabria sia, da una parte, una terra bellissima da conoscere e da visitare, ma dall’altra, una terra ancora piena di insidie e di vecchi rancori. Un romanzo decisamente destinato a scalare le classifiche nazionali delle vendite.
Libri sotto l’albero di Natale. Dal 15 dicembre la scrittrice calabrese Giusy Staropoli Calafati torna in libreria con una nuova storia, “Terra Santissima”, Laruffa editore, un romanzo dai toni forti che parla della Calabria, che racconta l’Aspromonte, e che spiega soprattutto come mai la Calabria sia, da una parte, una terra bellissima da conoscere e da visitare, ma dall’altra, una terra ancora piena di insidie e di vecchi rancori. Un romanzo decisamente destinato a scalare le classifiche nazionali delle vendite.
Partiamo prima di tutto dalla storia principale. Una storia potente in una Terra Santissima. “Simona Giunta -racconta la scrittrice Giusy Staropoli Calafati- è una giornalista che vive a Milano da circa vent’anni. Segno particolare di riconoscimento: essere figlia di emigrati calabresi in Lombardia. Simona ha una missione importante da compiere: sbattere i segreti delle ‘ndrine della montagna, sulle pagine di Stampa Nazionale, uno dei quotidiani più importanti di Milano. Un viaggio coinvolgente e stravolgente al contempo, che porterà Simona sulle tracce della sua vita passata. Ai piedi di Pietra Cappa, nel cuore della valle delle grandi pietre, nel mezzo delle vetuste aspromontane, dentro i luoghi intimi di Francesco Perri e Corrado Alvaro. A Polsi, sotto lo sguardo materno della Madonna della montagna, in mezzo al volo dei falchi pellegrini, ma soprattutto dentro le braccia forti di un pastore dell’Aspromonte. Quelle soffocanti della Santa 'Ndrangheta. Un destino bastardo e irregolare, che non svela mai se la strada intrapresa è quella per l’inferno o il paradiso, e chi vi cammina è un Dio o un diavolo.
L'Aspromonte è un planetario misterioso che regala infinite scoperte. Simona in esso si perde, e nel caldo della casella di un pastore trova rifugio il suo cuore. Una storia d'amore bella e avvincente, a tratti impossibile, contrastata da articoli di giornale, patti segreti tra uomini e luoghi superstiziosi in cui si avvicendano perdite e ritrovamenti. Un susseguirsi di incontri inattesi e imprevisti, cominciati tutti in Aspromonte per finire chissà dove. Anche a Duisburg, a ferragosto.
La scrittrice calabrese in questo suo nuovo romanzo supera sé stessa, soprattutto quando prova a raccontare del “destino bastardo e irregolare di questa terra che è la Calabria, mai disposto a svelare se la strada intrapresa è quella dell’inferno o del paradiso. O chi cammina vicino a te è un Dio o un diavolo”.
Quasi magistrale la prefazione che ne fa lo scrittore di Seminara Santo Gioffrè.
“La bellezza e il fascino dei paesaggi che si presentano agli occhi di Simona è indicibile, conciliata dai ricordi di Alvaro, Perri, e di altri ancora, che affiorano alla memoria come brina dopo una fresca pioggia estiva. Pecore, mandriani, cicale, fiumare, alberi e canti antichi. Le visioni, i suoni e i profumi sembrano reali e immaginari assieme, naturali e mistici, proprio come le sensazioni provate in questa Terra Santissima, incantevole e fatale nel contempo, muovendosi all’interno della quale pare di trovarsi altrove, un po’ dentro e un po’ fuori di sé”.
Simona, calabrese per nascita, prosegue il suo viaggio sfidando la sorte, per scoprire e tradurre nei caratteri a stampa la lingua e i misteri della terra dei briganti. Ma il sentiero che le si apre innanzi è tutt’altro rispetto a quello sperato.
Santo Gioffrè conosce le terre Aspromontane come le sue tasche, le ha vissute e attraversate tutte da cima a fondo, con la tempesta e con il sole cocente dell’estate, e nessuno meglio di lui avrebbe potuto spiegare ai lettori di Giusy Staropoli Calafati che l’Aspromonte “è una via nuova, ignota, piena di curve, di ostacoli e di scoperte al limite dell’immaginazione che condurranno Simona a vivere esperienze impensabili e a ritrovare le sue origini, profondamente legate a un Sud che soltanto adesso, per la prima volta, conosce per davvero, mettendo a nudo i suoi segreti anche quelli nascosti nella propria carne”.
Vi prego di leggere la bellezza di questo passaggio del medico-scrittore Santo Gioffrè: “In Terra Santissima, Giusy Staropoli Calafati ci accompagna in una passeggiata attraverso una delle terre più belle e feroci della Calabria, l’Aspromonte, evidenziando gli usi, i costumi, le tradizioni, i saperi, i sapori, le feste e gli stili di vita che qui permangono, così com’erano anticamente, resistendo alle mode e alle tecniche innovative e perennemente cangianti della società. Grazie a un linguaggio semplice e vicino a quello della quotidianità, il lettore vedrà coi propri occhi scenari bradi e seducenti ma anche realtà misere e brutali, al limite tra l’attendibile e l’inverosimile. Scorgerà usanze e modi di pensare impossibili da decodificare in lingua alcuna e tuttavia più forti, più antichi, più concreti di quelli propagandati dagli strumenti di comunicazione di massa e dai consumi. Focalizzerà persone vere, reali, modeste e tuttavia capaci di qualunque cosa, di fare del male così come di innamorarsi, come chiunque altro”.
Ne viene fuori un libro controcorrente, che racconta la Calabria dal di dentro mettendo a fuoco quel velo di magia che sembra incantare i suoi abitanti, coscienti e inconsapevoli a un tempo delle regole di vita non scritte in nessun codice e tuttavia da tutti rispettate e praticate.
Ma è anche un libro di protesta questo di Giusy Staropoli Calafati- avverte Santo Gioffrè-: “Da un lato, contro la pretesa e il pregiudizio di conoscere la Calabria dal di fuori, soltanto per mezzo del sentito dire e delle pagine scritte da chi non vi mai è nato; dall’altro lato, contro quel modo di pensare criminale che caratterizza alcuni dei suoi abitanti, i quali condizionano la vita di tutti gli altri, scatenando faide per affari oltreoceanici”.
-Come se ne esce?
“Leggendo Terra Santissima il lettore -conclude Santo Gioffrè- proverà la stessa inquietudine che Simona Giunta percepisce quando, appena arrivata, l’Aspromonte comincerà a dischiuderle i suoi segreti; ma inizierà anche ad amare una terra bella e incontaminata, quasi paradisiaca, abitata da persone vere, e a odiarla, nel contempo, a causa della permanenza di quell’unica sovrastruttura, invisibile e sempre presente, che alimenta sangue, morte e disperazione: la ‘ndrangheta. L’Aspromonte ti cambia, ti lascia il segno nel bene e nel male. Non è una terra facile da conoscere ma neanche semplice da dimenticare. È un luogo in cui ognuno può ritrovare sé stesso ma anche perdersi, in cui ci si può salvare o dannare per sempre, in cui vivere per sempre o morire. Per questo l’Aspromonte è una Terra Santissima”.
Giusy Staropoli Calafati la mostra così com’è, questa terra, che ci appartiene sin dalla nascita, nella sua ambivalente bellezza e tragicità.
Non so se si può dirlo, ma alla fine del romanzo noi abbiamo percepito la sensazione netta di avere tra le mani un romanzo di grandissimo impatto mediatico, giovane, veloce, immediato, scritto con un linguaggio moderno, di facile lettura, e soprattutto un racconto firmato da una grande scrittrice esordiente, e di cui certamente sentiremo parlare nei mesi e negli anni che verranno.
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