Manovra: nella nuova bozza niente Quota 104 e pignoramenti dei conti correnti
L'agente della riscossione può "avvalersi, prima di avviare l’azione di recupero coattivo, di modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici, per l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie".
(Prima Notizia 24)
Venerdì 27 Ottobre 2023
Roma - 27 ott 2023 (Prima Notizia 24)
L'agente della riscossione può "avvalersi, prima di avviare l’azione di recupero coattivo, di modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici, per l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie".
Niente velocizzazione del pignoramento dei conti correnti per riscuotere le cartelle esattoriali non pagate.

E' quanto si evince dalla nuova bozza della manovra, datata ieri, secondo cui l'agente incaricato di riscuotere le tasse può, invece, “avvalersi, prima di avviare l’azione di recupero coattivo, di modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici, per l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie al predetto fine, da chiunque detenute”.

Le modalità per accedere alle informazioni, continua il testo, “sono definite con uno o più decreti del Ministero dell’economia e delle finanze, nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente”, ascoltato il Garante per la protezione dei dati personali, “ai fini dell’adozione di idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati”.

Resta l'aumento della cedolare per gli affitti brevi dal 21% al 26%, mentre salta anche la Quota 104 per il pensionamento anticipato. Per il prossimo anno, sarà ancora vigente Quota 103, cioé 41 anni di contributi e 62 di età anagrafica, ma si prevede una restrizione per quanto riguarda il trattamento economico, che sarà calcolato solo con il sistema contributivo, fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, e comunque non deve andare oltre quattro volte il trattamento minimo (all'incirca 2.240 euro lordi al mese).

Si rafforza la restrizione sulle vendite delle seconde case con il beneficio della cessione del credito prevista nel Superbonus: coloro che vendono, non potranno scalare le spese sostenute per i lavori del Superbonus dall'imponibile della tassa del 26% per le plusvalenze per dieci anni. La stretta riguarderà le vendite che avranno luogo dal 2024, restano esclusi gli immobili ottenuti per successione e quelli adibiti a residenza principale per buona parte dei dieci anni.

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