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A Marsala una strada porterà per sempre il nome di Antonino Caponnetto, uno degli eroi della lotta alla grande criminalità organizzata, il magistrato siciliano noto soprattutto per aver guidato, dal 1983 al 1990, il Pool antimafia istituito da Rocco Chinnici nel 1980. Dopo l'assassinio di Rocco Chinnici, ne prese il posto nel novembre 1983 e accanto a sé chiamò Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gioacchino Natoli, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta. La loro attività portò poi all'arresto di più di 400 criminali legati a Cosa Nostra. E chi meglio di Rosa Rubino, giornalista e storica direttrice de Il Vomere, potrebbe parlarci di lui? Questa donna coraggiosa, elegantissima, affascinante e piena di vita, ha vissuto con lui una delle stagioni culturali più intense della cultura antimafia nell’isola.
-Rosa Rubino, il suo giornale, Il Vomere, dedica oggi la sua prima pagina a questa notizia che lega ormai per sempre iil nome di Caponnetto a Marsala…
Finalmente è il sogno che diventa realtà! Una strada di questa città porterà il nome di Antonino Caponnetto, e questo sancisce una volta per sempre quello che Caponnetto ha fatto per i siciliani onesti, per noi di Marsala, per la storia di questo paese. Noi da anni scriviamo sul Vomere che è doveroso ricordare un eroe come lui, un magistratato coraggioso e onesto come solo lui ha saputo esserlo.Era un esempio per i giovani. E oggi ringraziamo il sindaco di Marsala Massino Grillo e la Commissione Toponomastica presieduta dall'ex senatore Pietro Pizzo per avere accolto la nostra richiesta.
-Lei ha sempre creduto e sostenuto questa battaglia, perché?
Molti non lo sanno, ma ricordo che "nonno Nino" , l'anno dopo le stragi di Capaci e Via D'Amelio, collaborò ben 5 anni con Il Vomere per portare avanti l' ambizioso progetto di diffondere la Cultura della Legalità nelle scuole marsalesi, nel trapanese fino a Reggio Calabria, insieme a Rita Borsellino, ai magistrati della Procura e del Tribunale di Marsala, ai dirigenti e ai docenti.
-Di che stagione parliamo?
Furono lezioni di grande saggezza e di profonda umanità. Furono momenti toccanti e indimenticabili. Le parole di Caponnetto entrarono nel cuore degli studenti che scrissero le loro emozioni e i loro elaborati furono pubblicati dal Vomere. Nei suoi incontri il giudice spesso era accompagnato dall'adorata moglie Bettina Baldi. E’ stato uno dei momenti più belli della mia professione di giornalista. Immensa la mia ammirazione e la mia gratitudine per un grande Amico. Un grande Uomo.
-Come è nata la scelta della strada da intitolare al grande magistrato sicilicano?
Gli incontri di cui le ho appena parlato, per sua espressa volontà, si tennero nel quartiere Amabilina e, proprio lì, è stata individuata dalla Commissione Toponomastica, una via da initolare alla sua storiia.
-Direttore, possiamo dire che si trattava di un progetto molto più ampio sulla legalità?
Vede, allora collaborammo molto con Rita Borsellino, che merita di essere ricordata. Fu un progetto meraviglioso che durò cinque anni. Gli incontri si tennero con gli studenti delle scuole di Marsala, Mazara del Vallo, Messina, Reggio Calabria. Gli elaborati dei ragazzi sono stati poi pubblicati sul Vomere.
-Ho letto anche che eravate in buona compagnia?
Il progetto, assolutamente ambizioso, vide la collaborazione diretta e fondamentale del Procuratore di Marsala Antonino Sciuto, dei sostituti procuratori da Alessandra Camassa a Massimo Russo, del Tribunale di Marsala, di Pierluigi Vigna, dei presidi, dei direttori didattici, degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, delle elementari e superiori.
-Un progetto partito non a casa mi pare dopo la morte di Falcone?
Il nostro progetto iniziò l'anno subito dopo le stragi di Capaci e Via D'Amelio, quando notai che nella città di Marsala c'era troppo silenzio. Capii allora che dovevo fare la mia parte, sia come direttore del Vomere che come cittadina di Marsala. Avevo provato un dolore profondo per quell'attentato così feroce che costo' la vita a due servitori onesti dello Stato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ricordo che il giudice Caponnetto, che voleva essere chiamato "nonno", venne a Marsala tante volte. Organizzammo in collaborazione con i Salesiani spettacoli nel mese di luglio con i ragazzi e le famiglie per ricordare Paolo Borsellino.Tutti attenti e incantati dalle parole, dai ricordi, dalla dolcezza di Antonino Caponnetto e Rita Borsellino. Sia lui che Rita incontrarono migliaia di alunni. Un grande e prezioso impegno civile. “Nonno Caponnetto” mi confidò che tutte le sere prima di addormentarsi chiamava al telefono Paolo e Giovanni per augurare loro la buonanotte. E quelle telefonate si concludevano con un :"ti voglio bene".
-Come le piace ricordarlo oggi Antonino Caponnetto?
Come l’uomo che nel capoluogo siciliano creò e coordinò il Pool antimafia con Giovanni Falcone e Borsellino. Un'attività quella di Antonino Caponnetto che portò all'arresto di più di 400 criminali legati a Cosa Nostra, culminando poi nel maxiprocesso di Palermo. Il magistrato fu davvero più di "un padre" per Paolo e Giovanni. e quel dolore lo portò sempre addosso, nel suo sguardo e nel suo corpo...
-Un altro ricordo ancora di queslla stagione?
Mi piace ricordare che alla presenza di Caponnetto organizzammo l'intitolazione della Sala Paolo Borsellino al Tribunale di Marsala. E ricordo quel giorno come fosse ieri.
-Perché si commuove quando parla di queste cose?
Perché è naturale che sia così. Vede, è stato un onore e un piacere conoscere Antonino Caponnetto, lavorare insieme a lui, sentirlo spesso al telefono, ascoltare quel filo di voce sempre colmo di saggezza e carico di immensa umanità. È stato ospite a casa nostra insieme alla moglie. Ricordo che negli ultimi tempi era stanco...chiese di riposare un po'...lo ospitammo a casa con immenso piacere. Parlava sempre di Falcone e Borsellino con lo stesso amore di un padre. Scrisse un messaggio bellissimo per i 100 anni del Vomere. Era uno di famiglia...ci scambiavamo gli Auguri di Natale...Non mi chieda altro per favore.
-Il suo giornale lo venera, e questo mi pare molto bello, non crede?
Proverò a spiegarmi meglio, ma conoscerlo è stato uno dei momenti più belli della mia carriera di giornalista.Ho imparato tanto da questo grande uomo, da questo magistrato coraggioso, così umile e così profondamente onesto. Con lui e grazie a lui ho avuto la consapevolezza di sentirmi utile al mio Paese, utile alla mia terra, utile agli altri,capace di poter fare finalmente qualcosa di bello. È stato per me il modo migliore per ricordare Falcone e Borsellino. Di quest'ultimo poi, il Vomere riporta un'intervista esclusiva fatta dagli studenti della Scuola media Vincenzo Pipitone di Marsala grazie alla lungimiranza del Preside Gaspare Li Causi nostro amico e collaboratore.
-Antonino Caponnetto e Marsala dunque da oggi eternamente insieme…
La città di Marsala deve molto al giudice Antonino Caponnetto. Antonino caponnetto ha lasciato in tutti questi anni a tutti qui a Marsala un seme che è germogliato. Ha inculcato nelle menti dei ragazzi i grandi valori di onestà, correttezza, libertà che sono e saranno sempre preziosi.
-Se fosse ancora qui cosa gli direbbe?
Grazie nonno. Ovunque tu sia ti voglio bene.
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