Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Nuovi dettagli emergono dall'interrogatorio di uno dei fermati per il pestaggio mortale dell'11 aprile. Mentre la difesa punta sulla reazione a una presunta aggressione della vittima, il ministro Piantedosi invoca una riflessione profonda sulle radici della violenza tra i giovani.
Nuovi dettagli emergono dall'interrogatorio di uno dei fermati per il pestaggio mortale dell'11 aprile. Mentre la difesa punta sulla reazione a una presunta aggressione della vittima, il ministro Piantedosi invoca una riflessione profonda sulle radici della violenza tra i giovani.
Emergono nuovi dettagli sul pestaggio costato la vita a Giacomo Bongiorni, ucciso a Massa nella serata dell'11 aprile davanti agli occhi del figlio undicenne.
A fornire una versione dei fatti che potrebbe rimescolare il quadro delle responsabilità è Eduard Carutasu, uno dei due maggiorenni finiti in carcere, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip.
Secondo il racconto dell'indagato, la scintilla sarebbe scoccata da un episodio fortuito: la caduta accidentale di una bottiglia e la successiva richiesta di raccogliere i vetri, a cui i giovani avrebbero ottemperato.
La discussione con la vittima sembrava esaurita ma, stando alla tesi difensiva, Bongiorni sarebbe tornato indietro e avrebbe "assestato una testata a uno", mentre il cognato della vittima "si è fatto sotto".
In quel momento la situazione sarebbe degenerata in un'aggressione doppia: secondo l'avvocato Frediani, "Carutasu e un altro sono andati incontro al cognato e lo hanno bloccato e colpito", mentre il ragazzo colpito dalla testata avrebbe reagito sferrando i pugni rivelatisi poi fatali per Bongiorni.
La difesa tenta di smontare anche l'ipotesi del lancio di bottiglie contro le attività commerciali, sostenendo che la vetrata del kebab risultasse infranta da mesi: "Non è vero che stavano lanciando le bottiglie", ha ribadito il legale, precisando che il suo assistito "ha partecipato alla fase che riguarda il cognato" e non direttamente al pestaggio di Bongiorni.
Gli inquirenti stanno ora incrociando queste dichiarazioni con le testimonianze raccolte e i rilievi tecnici per verificare se si sia trattato di una reazione caotica o di un'aggressione unilaterale.
Nel frattempo, il caso è approdato alla Camera dei Deputati durante il question time, dove il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha espresso il cordoglio dell'esecutivo: "Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi".
Il ministro ha poi assicurato che "il Governo ha posto la massima attenzione a questi temi", confermando l'allarme per una deriva sociale che trasforma banali screzi in tragedie irreparabili.
APPUNTAMENTI IN AGENDA