- Prima Notizia 24
- Roma - Sabato 5 Settembre 2026
Massimo Sebastiani cambia linguaggio: dal giornalismo all’arte con “Mothers of Invention”
A Roma la prima personale dell’ex responsabile Cultura dell’ANSA. Immagini digitali trasformate in opere uniche, tra filosofia, musica e percezione. La mostra, curata da Diana Daneluz, sarà ospitata alla Strati d’Arte Gallery dal 9 al 26 settembre.
di Maurizio Pizzuto
Per una vita professionale ha lavorato sulle parole, sulla necessità di raccontare i fatti, verificarli e restituirli al pubblico nella forma più chiara possibile. Adesso Massimo Sebastiani sceglie un percorso quasi opposto: lascia che siano le immagini a porre domande, senza necessariamente offrire risposte.
Nasce da questo cambio di prospettiva “Mothers of Invention”, prima mostra personale di Sebastiani, curata da Diana Daneluz, che sarà ospitata dal 9 al 26 settembre 2026 negli spazi della Strati d’Arte Gallery di Roma, in via Sicilia 133-135. Il vernissage è fissato per lunedì 14 settembre alle 18.30.
Giornalista professionista, laureato in filosofia e per molti anni protagonista dell'informazione culturale dell’ANSA, Sebastiani porta in galleria una ricerca maturata lontano dai riflettori e alimentata da passioni che attraversano musica, cinema, filosofia e storia dell’arte.
Il dato interessante è proprio nell'incontro fra due mondi apparentemente distanti. Le opere vengono create interamente in ambiente digitale, ma Sebastiani compie poi una scelta che sembra andare contro una delle caratteristiche fondamentali del digitale: la possibilità di riprodurre un contenuto praticamente all’infinito. Le immagini vengono infatti stampate fotograficamente su Poliplat e realizzate in esemplare unico. Ciò che nasce replicabile diventa così irripetibile, acquistando una propria fisicità.
Anche il titolo della mostra contiene più livelli di lettura. “Mothers of Invention” richiama inevitabilmente la formazione fondata da Frank Zappa negli anni Sessanta, ma gioca anche con l'idea della necessità come “madre dell'invenzione”. Musica e creazione visiva finiscono così per condividere la stessa propensione alla contaminazione e alla libertà dai confini tradizionali.
Il percorso espositivo è articolato in quattro serie, “Il volto misterioso”, “La città”, “Le stagioni” e “Differenza e Ripetizione”, alle quali si aggiungono alcune opere fuori serie, compresa quella che dà il nome all'intera esposizione.
Forme geometriche, sovrapposizioni, trasparenze, pattern e variazioni cromatiche diventano gli elementi di una grammatica visiva nella quale ripetere non significa mai riprodurre esattamente la stessa cosa. Non a caso, dietro “Differenza e Ripetizione” emerge il riferimento filosofico a Gilles Deleuze: ogni reiterazione porta con sé uno scarto e quindi una nuova singolarità.
Ed è forse proprio qui che “Mothers of Invention” racconta qualcosa in più del semplice debutto espositivo di un giornalista.
Il mestiere del cronista impone di selezionare, verificare, ordinare. L'arte può invece permettersi di accumulare, suggerire e persino disorientare. Sebastiani sembra utilizzare questa distanza come uno dei motori della propria ricerca: dove la notizia tende a delimitare il significato, l'immagine lo mantiene aperto.
Il “rumore” che nel giornalismo deve essere separato dal segnale può diventare nell'arte ritmo, colore, stratificazione e sovrapposizione. È il cortocircuito più interessante della mostra e probabilmente anche la chiave per comprenderne il carattere personale.
Sebastiani arriva del resto a questo esordio con un lungo percorso nel mondo culturale. È stato responsabile della redazione Cultura e capo redattore centrale dell'ANSA, con responsabilità anche nell'area digitale e su ANSA.it; da inviato ha seguito festival internazionali come Cannes, Berlino e Venezia e ha lavorato anche come autore e conduttore radiotelevisivo. La ricerca artistica, sviluppata negli anni e legata anche agli studi sulla percezione, trova ora nella personale romana il suo primo approdo pubblico organico.
“Mothers of Invention” diventa così qualcosa di più di un cambio di linguaggio. È il tentativo di utilizzare strumenti diversi per continuare, in fondo, a fare la stessa cosa: osservare la realtà. Solo che questa volta Sebastiani non deve raccontarla in poche righe né consegnarle un significato definitivo. Può scomporla, ripeterla, alterarla e lasciare allo spettatore il compito di ricostruirla.
La mostra sarà visitabile fino al 26 settembre, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato su appuntamento. Ingresso libero.
INFO MOSTRA
Mostra: Mothers of Invention
Artista: Massimo Sebastiani
A cura di: Diana Daneluz
Luogo: Strati d’Arte Gallery, Via Sicilia 133–135, Roma
Vernissage: lunedì 14 settembre 2026, ore 18.30
Periodo mostra: 9–26 settembre 2026
Orari: lunedì–venerdì 10.00–18.00 · sabato su appuntamento (tel. 375-7323331)
Ingresso: libero
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24









