
- Prima Notizia 24
- Como - Sabato 5 Settembre 2026
Trasporto marittimo, oltre il 95% delle navi usa carburanti tradizionali: l'allarme del report Teha-Edison-NextChem
Serve un piano da 36 miliardi al 2050 per la transizione nei porti. Il passaggio ai fuel alternativi ridurrebbe le emissioni del 54%.
Oltre il 95% della flotta navale europea e italiana ricorre ancora a combustibili fossili convenzionali, a fronte di un settore che genera il 14% delle emissioni complessive dei trasporti nell'Unione Europea e il 7% a livello nazionale.
Il dato emerge dal Rapporto strategico firmato da Teha Group in collaborazione con Edison e NextChem, nel quale si evidenzia come la decarbonizzazione rappresenti ormai una leva di competitività fondamentale per la tenuta e l'attrattività dei sistemi portuali.
Lo studio evidenzia come la transizione energetica stia già trasformando il mercato, con i carburanti alternativi che coprono il 51% del tonnellaggio navale attualmente in ordinazione a livello globale.
L'evoluzione del settore si orienterà verso un modello multi-fuel: nel breve e medio termine giocheranno un ruolo centrale soluzioni mature quali GNL e bio-GNL, affiancate dall'interesse per il bio-metanolo, in attesa della progressiva affermazione su scala industriale di idrogeno verde, ammoniaca ed e-fuel.
Per sostenere l'adeguamento delle infrastrutture portuali e la strutturazione delle filiere produttive, lo scenario "Industry driven" elaborato da Teha stima la necessità di 36 miliardi di euro di investimenti entro il 2050. Un intervento che consentirebbe di abbattere le emissioni del 54%, generando un valore della produzione pari a 105 miliardi di euro e un valore aggiunto di 45 miliardi — per oltre il 51% concentrato nel Mezzogiorno.
Il rapporto avverte infine sui rischi del mancato adeguamento: senza una roadmap nazionale coordinata, il sistema-Paese rischia di perdere fino a 80 miliardi di euro di valore aggiunto entro il 2050.
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