Mattarella ormai alla fine del suo mandato, partiti in fibrillazione e Renzi grande tessitore

All’indomani del semestre bianco, previsto dalla Costituzione, il dibattito politico è pienamente influenzato dalla prossima elezione del presidente della Repubblica.

di Gregorio Corigliano
Lunedì 25 Ottobre 2021
Roma - 25 ott 2021 (Prima Notizia 24)

All’indomani del semestre bianco, previsto dalla Costituzione, il dibattito politico è pienamente influenzato dalla prossima elezione del presidente della Repubblica.

Esponenti di partito, sia che sia grande o che sia da percentuali a una cifra, aprono o si inseriscono in discussione che non possono non avere per tema la elezione dell’inquilino del Quirinale per i prossimi sette anni.

Anche ci sono stati, come nel caso odierno, impegni cogenti, come la elezione dei sindaci delle maggiori città italiane. Una valutazione general generica che appartiene a tutti o quasi i commentatori politici ha visto: la netta vittoria del PD e dei suoi candidati, cui fa riscontro la perdita secca del centro destra, al di là di ogni ragionevole previsione.

Non c’è stato un Papeete due, ma forse qualcosa di simile solo che si pensi alla questione sollevata da Fan page – cioè l’esistenza di una questione fascista- che, comunque c’è stata e c’è. Questa – si accetti o meno- non ha influenzato il numero dei voti riportati dai singoli partiti, ma ha determinato l’astensione dei votanti. E quindi ci ritroviamo con sindaci eletti con meno – e non pochi- voti dei cittadini.

L’astensionismo ha colpito tutti, ma verosimilmente, di più i tre partiti del centro destra, altrimenti non sarebbero andati sotto, nonostante che i signori Noto e Ghisleri, per esempio, li davano ai primissimi posti. Una volta uno, un’altra l’altra.

La conseguenza è stata la perdita di numerosi sindaci, soprattutto nelle grandi città, ma anche la resipiscenza di quanti hanno votato, delusi dai comportamenti governo, l’uno, l’opposizione l’altra.

Quel che più conta, passato il momento elettorale, che la conseguenza del voto – al di là di quanto dice Renzi che la politica non è inseguire i sondaggi- ha nuovamente riunificato Meloni, Salvini e da ultimo Berlusconi che, tiratosi a lucido e dimenticando gli acciacchi dovuti all’età, si è candidato alla successione di Mattarella, che invitato a rimanere al Colle ha subito rinunciato, lasciando nel guado o in mezzo al mare, partiti, parlamento, maggioranza e opposizione.

La stragrande maggioranza dei votanti è per Draghi, ma chi ben riflette è del parere che l’ex presidente della Bce, debba rimanere al Palazzo Chigi, senza che sia nato un nuovo Monti con un nuovo partito, da inserire nelle trattative per Il Quirinale. Senza tener conto che, dopo l’uscita voluta della Merkel, con Macron e Draghi, è nata la nuova guida dell’Europa.

Si è timidamente fatto il nome del ministro Franco, ancora poco noto, però, nell'immaginario sia politico che del Paese. D’altro canto chi scegliere? Un nuovo personaggio politico, anche se non necessario, non è venuto fuori talchè un Renzi possa indicarlo e farlo leggere a primo acchito. Una scelta, questa, del fratello di Piersanti che trovò tutti d’accordo. Adesso non c’è.

Ad oggi il nome, se ci dovesse essere, è in cassaforte di una o due persone.  E quel che più conta non c’è Renzi che allora contava molto di più del meno tre per cento di oggi. Anche se si dovesse mettere a riunificare partiti e partitini, fuorusciti interessati a costituire il nuovo grande Centro.

Gli è che Conte, leader dei 5 stelle, è dimezzato: ci ricorda il detto nenniano piazze piene ed urne vuote, poi non vuole Renzi (anche se aspira ad un seggio in Senato al posto del sindaco di Roma, Gualtieri). E comunque  i Cinque Stelle stanno per diventare molti di meno in Parlamento, sia per la legge che per i suffragi che avrà.

Stefano Folli, editorialista di Repubblica e già direttore del Corriere della Sera, appare possibilista su un accordo tra i centristi filo Pd,di Forza italia, i renziani, Calenda, Emma Bonino, fino a Conte che non sta più con i grillini. A proposito Morra con chi sta? Di Battista? Ed il nuovo giovin Senatore Gentile?

E’ un fatto che sotto il cielo, almeno ed ancora per ora, il tempo è nuvoloso non promette nulla di buono. Salvini, non bisogna dimenticarlo ha da fare quattro conti con Giorgetti e Zaia (Maroni ha avuto un incarico di governo?), la Meloni è per l’opposizione a Draghi, a qualsiasi costo. Ed Enrico Letta,neo senatore, fino a oggi ha dato le carte, fino a diventare parlamentare nuovamente.

Renzi, politico fine, saprà tirare fuori dal cappello (o non dal giglio) magico? Lo scopriremo solo vivendo.


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