Referendum giustizia, Bicchielli (FI): "Sì è scelta d'equililbrio a garanzia di cittadini e terzietà giudice"

Il deputato azzurro interviene alla maratona oratoria dei Comitati per il Sì davanti alla Cassazione: "La separazione delle carriere non è contro la magistratura, ma rafforza il patto tra Stato e persona".

(Prima Notizia 24)
Lunedì 02 Marzo 2026
Roma - 02 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il deputato azzurro interviene alla maratona oratoria dei Comitati per il Sì davanti alla Cassazione: "La separazione delle carriere non è contro la magistratura, ma rafforza il patto tra Stato e persona".

La battaglia per il referendum sulla giustizia si sposta nel cuore simbolico del sistema giudiziario italiano, in piazza Cavour a Roma.

Davanti alla Corte di Cassazione, il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli ha preso parte alla maratona oratoria promossa dai Comitati per il Sì, ribadendo la necessità strutturale di una riforma che segni una netta distinzione tra le funzioni inquirenti e quelle giudicanti.

Secondo l'esponente azzurro, la riforma dell'ordinamento non deve essere letta come un attacco corporativo, bensì come un adeguamento indispensabile per rendere effettivo il principio del giusto processo, garantendo che l'imparzialità del magistrato sia non solo un ideale teorico, ma un dato organizzativo tangibile per chiunque si trovi ad affrontare un'accusa penale.

"Il referendum sulla giustizia non è una battaglia contro qualcuno, ma una scelta di equilibrio costituzionale. È una decisione che riguarda le garanzie dei cittadini nel momento più delicato del loro rapporto con lo Stato: quello dell'accusa penale", ha dichiarato Pino Bicchielli durante il suo intervento.

"Parlare di giustizia in questo luogo simbolico significa parlare di principi, non di slogan. Il nostro processo penale si fonda su un modello accusatorio che richiede un giudice terzo e imparziale. La terzietà non deve essere soltanto proclamata, ma deve essere strutturale, organizzativa, percepita. La separazione delle carriere rappresenta uno strumento per rafforzare la coerenza tra l'articolo 111 della Costituzione e l'assetto ordinamentale, non si tratta di una riforma contro la magistratura, ma di una riforma per i cittadini.

Ogni errore giudiziario è una ferita alla Repubblica. Ogni innocente coinvolto ingiustamente è una frattura nel patto tra Stato e persona. Votare Sì significa rafforzare la fiducia nel sistema, rendere il processo più equilibrato e più credibile. Meglio una garanzia in più che una in meno.

La libertà non si difende con le intenzioni, ma con un'architettura solida delle regole. Votare SÌ significa rendere la giustizia più giusta. È una scelta di responsabilità istituzionale nell'interesse della Repubblica".


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