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- Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026
Medio Oriente: gli Usa avviano nuova ondata di raid in Iran. Trump: "Avanti finché non dirò basta"
I Pasdaran blindano Hormuz: "Chiuso fino alla fine delle aggressioni". I media locali denunciano oltre 30 vittime civili.
La morsa militare degli Stati Uniti sull'Iran si stringe ulteriormente. Il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha annunciato ufficialmente l'avvio di una massiccia e coordinata campagna di bombardamenti sul territorio iraniano, segnando un nuovo picco di intensità nel conflitto che sta destabilizzando l'intera regione mediorientale.
La comunicazione ufficiale del Pentagono è arrivata direttamente tramite i canali social della forza multinazionale, chiarendo gli obiettivi strategici e la natura dei bersagli individuati dai pianificatori militari americani.
"Alle 6 del mattino di oggi, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato a lanciare un'ondata di attacchi contro l'Iran. Gli attacchi sono progettati per degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz", si legge nella nota diffusa su X dal Comando Centrale.
La determinazione strategica di Washington è stata vigorosamente ribadita anche dalla Casa Bianca. In un'intervista rilasciata all'emittente televisiva Fox, il presidente Donald Trump ha chiarito che l'offensiva aerea e missilistica americana non si fermerà nel breve periodo, svelando i prossimi e imminenti step della pianificazione bellica. "Gli attacchi continueranno finché non dirò basta. L'energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti", ha avvertito Trump, sottolineando che "prima o poi" gli Stati Uniti prenderanno di mira anche i target strategici legati al settore energetico della Repubblica Islamica.
Di fronte alla nuova pioggia di fuoco statunitense, le forze armate di Teheran e il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) hanno risposto blindando lo snodo marittimo più sensibile per il commercio mondiale di idrocarburi, rilanciando la linea della resistenza a oltranza contro le azioni del Pentagono.
"Le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione", ha annunciato l'Irgc in una nota ufficiale trasmessa dalla televisione di Stato iraniana Irib, commentando la ripresa del blocco portuale e i nuovi raid americani. Mentre i combattimenti proseguono senza sosta, sul terreno si aggrava pesantemente il bilancio delle perdite umane.
Secondo quanto denunciato dalle autorità di Teheran, l'impatto dei raid statunitensi degli ultimi giorni avrebbe coinvolto un numero considerevole di aree non militari. "Più di 30 cittadini civili hanno perso la vita negli attacchi che hanno colpito le regioni meridionali del Paese negli ultimi giorni", ha denunciato la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, in un post pubblicato su X e rilanciato dall'emittente Iran International.
A queste vittime si sommano le perdite registrate nei ranghi delle forze armate della Repubblica Islamica: i media statali iraniani hanno infatti confermato che almeno sette militari sono rimasti uccisi nell'Iran sud-orientale a seguito dei pesanti bombardamenti statunitensi che hanno bersagliato l'area di Bampur.
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