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- Milano - Martedì 14 Luglio 2026
Cultura, Milano: nasce la "Grande Brera", al via partenariato con i privati per servizi e design store
Presentato il progetto pilota per la Pinacoteca e Palazzo Citterio. Coinvolti operatori qualificati per la gestione di ristorazione, bookshop ed eventi.
Svolta storica per la gestione del patrimonio museale milanese. Per la prima volta, un museo statale della città adotta lo strumento del partenariato speciale pubblico-privato (Pspp), previsto dall'articolo 134 del Codice dei contratti pubblici, per ridisegnare e potenziare i propri servizi di accoglienza e valorizzazione.
Il progetto pilota, presentato oggi, interessa direttamente la Pinacoteca di Brera e il polo di Palazzo Citterio — inaugurato il 7 dicembre 2024 per ospitare le collezioni del Novecento —, gettando le basi per un modello di gestione condivisa volto a massimizzare la sostenibilità economica e l'offerta culturale del polo.
La sinergia con i soggetti privati si concentrerà in particolare sulle attività commerciali e ricreative integrate nel complesso della "Grande Brera". Tra le aree di intervento figurano la gestione dello storico Bar Fernanda nella Pinacoteca, il Citterio Garden con il relativo servizio bistrot, il lancio del futuro Grande Brera Design Store e lo sviluppo coordinato di un fitto calendario di eventi culturali che spazierà dalle mostre temporanee alle conferenze, fino alle rassegne di spettacoli dal vivo.
"Negli ultimi decenni la visione del patrimonio culturale ha subito un cambiamento radicale: non solo un insieme di beni da tutelare, bensì una risorsa da amministrare con visione strategica", ha spiegato il direttore della Grande Brera, Angelo Crespi, illustrando la filosofia alla base dell'operazione. "La nascita della Grande Brera ha segnato il passaggio da una logica conservativa a una generativa del patrimonio stesso".
Secondo Crespi, l'apporto dei partner privati sarà un elemento cardine per il consolidamento del brand museale milanese sul piano internazionale: "La collaborazione con il privato assume un ruolo chiave e strumenti come il partenariato speciale rappresentano un cambio di passo significativo perché consentono un solido bilanciamento fra sostenibilità economica, interesse collettivo e tutela dell'identità culturale", con il traguardo finale di mantenere l'intero patrimonio artistico "un bene comune accessibile alle generazioni presenti e future".
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