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  • Trieste - Mercoledì 15 Luglio 2026

Porto di Trieste: arriva l'impianto mobile per il trattamento delle acque di zavorra, è il primo in Italia

La novità annunciata dal presidente dell'Authority Marco Consalvo: il sistema entrerà in funzione nelle prossime settimane.

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Il porto di Trieste si conferma all'avanguardia sul fronte della tutela ecologica e della sostenibilità marittima. Entrerà ufficialmente in funzione nelle prossime settimane il primo impianto mobile in Italia progettato per il trattamento delle acque di zavorra delle navi all'ormeggio.

L'annuncio è stato dato dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, a margine di una conferenza stampa convocata per presentare un nuovo accordo di collaborazione in materia ambientale siglato con la Regione Friuli Venezia Giulia.

Le acque di zavorra — caricate a bordo per garantire la stabilità e l'equilibrio delle imbarcazioni durante la navigazione — rappresentano da sempre un elemento critico per la biodiversità. Se scaricate direttamente in mare, al largo o nei bacini portuali, rischiano infatti di compromettere gravemente l'ecosistema marino a causa del trasferimento di microrganismi e specie aliene.

Sebbene in Italia esistano già alcune strutture dedicate al loro trattamento, si tratta di pochissimi impianti di tipo esclusivamente fisso. La flessibilità garantita dalla nuova tecnologia mobile rappresenta un salto di qualità sia logistico che ecologico per lo scalo giuliano, inserendosi in un percorso di monitoraggio ambientale più ampio e strutturato.

"È un progetto molto innovativo che stiamo collaudando e che darà un forte contributo in materia ambientale. Un impianto di questo tipo, mobile, è migliorativo perché garantisce maggiore efficacia e risparmio. Anche questa iniziativa è parte integrante dell'accordo con Regione e Arpa Fvg", ha spiegato Marco Consalvo.

Grazie alla mobilità del sistema, il porto sarà in grado di intervenire direttamente sulle navi ormeggiate, ottimizzando le operazioni di depurazione, riducendo i costi di gestione e garantendo al contempo una barriera di sicurezza fondamentale per le acque del Golfo di Trieste.

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