
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 16:35
Medio Oriente, il New York Times: “USA e Israele stanno preparando attacchi all'Iran previsti dopo le midterm”
Nel mirino impianti nucleari, infrastrutture energetiche e siti di missili e droni. Intensificate le esercitazioni militari congiunte, ma l'ok definitivo di Trump resta incerto.
Gli apparati militari di Stati Uniti e Israele stanno mettendo a punto piani d'azione dettagliati per una nuova e mirata campagna di raid aerei contro l'Iran, da attuare eventualmente all'indomani delle elezioni americane di metà mandato previste per il 3 novembre.
A rivelarlo è il New York Times, che cita fonti ufficiali dell'amministrazione statunitense e funzionari della difesa al corrente delle simulazioni in corso. Secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano statunitense, l'ipotetica offensiva avrebbe come bersagli primari le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, i centri di ricerca nucleare e gli arsenali strategici dedicati alla produzione di missili e droni.
Nonostante la fase avanzata della pianificazione logistica e strategica, la testata precisa tuttavia che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha ancora espresso il proprio benestare definitivo né autorizzato formalmente l'operazione.
In vista di una possibile campagna militare descritta come “breve ma intensa” – della durata stimata di circa tre giorni per arrecare danni strutturali decisivi – le forze aeree dei due Paesi hanno intensificato le manovre congiunte nei cieli dell'Iraq per simulare gli scenari d'attacco.
Il quadro strategico è stato peraltro al centro dei colloqui svoltisi a Tel Aviv tra il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Parallelamente al dispiegamento operativo e al rafforzamento degli assetti statunitensi nell'area, la diplomazia di Washington punta a utilizzare la minaccia di un'azione imminente come leva negoziale per piegare le resistenze di Teheran sul dossier nucleare, mentre dal canto loro le autorità iraniane hanno già preannunciato ritorsioni su vasta scala in caso di aggressione, prospettando attacchi a cavi sottomarini per Internet e data center regionali.
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