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- Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 16:45
Sanità, il bilancio Agenas sulle liste d'attesa: crescono le prestazioni erogate, ma 4 milioni restano in ritardo
Il Bollettino della Piattaforma Nazionale analizza i primi 9 mesi dell'anno. Cresce il rispetto dei tempi per urgenze e diagnostica, ma restano criticità per dermatologia e colonscopie. Forti sperequazioni regionali: Basilicata al top, Puglia e Umbria in coda. L'IA a supporto nelle Marche e a Trento.
Un quadro complesso e caratterizzato da luci e ombre emerge dal Bollettino periodico sulle liste d'attesa predisposto da Agenas sulla base dei dati della Piattaforma Nazionale, aggiornati al 30 settembre 2026 e relativi a 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici.
Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive nel Servizio Sanitario Nazionale sono aumentate di oltre due milioni, passando dai 19,7 milioni dello stesso periodo del 2025 a 21,8 milioni, con un incremento percentuale superiore al 10%. Nello specifico, le prime visite specialistiche sono cresciute da 11,3 a 12,3 milioni (+8,3%), mentre gli esami diagnostici sono saliti da 8,4 a 9,5 milioni (+13,3%).
Parallelamente alla crescita dei volumi si registra un miglioramento nel rispetto dei tempi massimi di garanzia. Per le prime visite la percentuale di prestazioni erogate nei tempi sale dal 76,9% al 78,6% (da 8,7 a 9,6 milioni, pari a 935 mila visite aggiuntive in quota di garanzia), riducendo l'incidenza dei ritardi dal 18,9% al 17,2% (2,11 milioni di prestazioni fuoritempo).
Per la diagnostica il rispetto dei tempi passa dall'83,3% all'85% (da 7 ad 8,1 milioni, ossia 1,1 milioni di accertamenti in più garantiti), con la quota oltre limite che scende dal 12,9% all'11,4% (1,084 milioni). Ciononostante, il saldo complessivo parla di circa 3,2 milioni di prestazioni erogate oltre i tempi massimi che, sommate a quelle fornite a ridosso della scadenza nei giorni immediatamente successivi, portano il totale delle prestazioni fornite in ritardo alla cifra di 4 milioni.
“Questo non significa che non siano state fornite ai cittadini; lo sono state ma in ritardo rispetto ai tempi previsti”, ha tenuto a precisare il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese.
Sul fronte delle classi di priorità si osservano progressi importanti per le prestazioni urgenti (classe U, entro tre giorni), le cui prime visite erogate nei tempi salgono dal 78,8% all'81,7% e gli esami diagnostici dal 74,2% al 77,3%.
Per le visite brevi (classe B, entro dieci giorni) la copertura nei tempi sale dal 78,2% all'80,6%, mentre la diagnostica breve passa dal 76,5% all'78,2%. Tuttavia, per queste categorie ad alta priorità circa una prestazione su cinque (il 20%) continua a non essere garantita entro i tempi stabiliti. Per le prime visite differibili (classe D, entro 30 giorni) il rispetto dei tempi sale al 73,4%, mantenendosi stabile all'84,2% per le programmabili (classe P, entro 120 giorni); nella diagnostica le differibili raggiungono l'85,5% e le programmabili l'87,1%.
L'analisi per singola prestazione evidenzia forti differenze di risposta: le visite oncologiche toccano la punta massima di efficienza con il 95,3% di rispetto dei tempi, e l'ecografia della mammella sale all'82%. Al contrario, le criticità maggiori continuano a concentrarsi sulle visite dermatologiche, che pur recuperando dal 65,8% salgono solo al 69,9%, e sulle colonscopie, che passano dal 62,8% al 69,3%, lasciando circa tre pazienti su dieci oltre i termini stabiliti.
In lieve ripresa la gastroscopia, che passa dal 68,6% al 72,6%. Marcati divari caratterizzano anche il confronto tra i territori regionali. Per le prime visite specialistiche si posizionano sopra il 90% di adempimento la Basilicata (99%), le Marche (94,7%), il Lazio (92,3%) e il Veneto (90,5%), sebbene i tecnici evidenzino come in alcuni casi l'alta percentuale sia condizionata da un uso sproporzionato delle prescrizioni programmabili a 120 giorni. In coda figurano invece Friuli-Venezia Giulia (67,8%), Sardegna (64,3%, unica in calo dal precedente 68%), Umbria (62,7%) e Puglia (55,3%).
Per la diagnostica guidano la classifica Veneto (97%), Campania (95,8%), Basilicata (95,1%), Marche (92,5%), Lazio (90,7%) e Toscana (90%), mentre maglie nere risultano Valle d'Aosta (69,7%), Umbria (64,7%) e Puglia (63,4%).
Commentando il quadro generale, il dg Angelo Tanese ha dichiarato che “i dati confermano un miglioramento diffuso, segno di un impegno significativo di tutto il Servizio Sanitario sul tema delle liste d'attesa”, pur rimarcando che “permangono differenze territoriali, tutte le Regioni sono al lavoro con metodo e determinazione, e i risultati iniziano a vedersi”.
Tanese ha definito la Piattaforma nazionale “uno strumento indispensabile per capire dove intervenire e valutare l'impatto delle misure adottate. Oggi non ci muoviamo più al buio, e rileviamo ampi margini di miglioramento che richiedono interventi mirati. Conoscere i numeri, però, non basta. Per questo stiamo portando avanti con ciascuna Regione un confronto sulle criticità e le azioni da intraprendere”.
L'obiettivo primario resta l'appropriatezza della domanda prescrittiva, dal momento che la classe di priorità programmabile (P) registra una media nazionale del 34,9% con frequenti errori di registrazione, come controlli di routine inseriti impropriamente come prime visite, fenomeno che “evidenzia criticità nei processi di presa in carico dei pazienti” e “rende necessario approfondire i criteri di attribuzione delle priorità”.
A questo mira il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028, supportato dal Tavolo permanente insediatosi il 2 ottobre 2026. In questa direzione si muovono le esperienze virtuose della Regione Marche – che attraverso un algoritmo di controllo delle ricette ha analizzato oltre 18 milioni di impegnative dal gennaio 2025 individuando 50 mila incongruenze – e della Provincia autonoma di Trento, dove la collaborazione con l'Università e la Fondazione Bruno Kessler ha portato alla creazione del prototipo di intelligenza artificiale "IntelliRAO" per guidare i medici nella corretta assegnazione delle classi di priorità.
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