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- Roma - Martedì 18 Agosto 2026
Medio Oriente: nave colpita a Hormuz, Teheran tiene chiuso lo stretto
Scontri e roghi da parte di coloni in Cisgiordania, la Siria accusa Israele per un raid a Idlib. Il Board of Peace valuta il disarmo totale di Hamas.
Nuova escalation di tensioni e scontri sul fronte mediorientale. Una nave commerciale è stata colpita da un proiettile non identificato mentre manovrava per uscire dallo stretto di Hormuz, riportando danni alla sala macchine e il ferimento di un membro dell'equipaggio, soccorso dalla Guardia Costiera dell'Oman.
Sulla vicenda è intervenuto il principale negoziatore iraniano e presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, riaffermando che lo Stretto di Hormuz "rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non rispetteranno i termini dell'accordo provvisorio con l'Iran, che prevede la revoca del blocco marittimo e delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la fine delle minacce e delle operazioni militari su tutti i fronti".
Ghalibaf ha inoltre avvertito che le divisioni interne rischiano di "fomentare disordini, combinandoli con operazioni militari, assassinii e attività separatiste".
Nel frattempo sul piano diplomatico, secondo quanto riportato da Ynet, il Board of Peace starebbe valutando un cambio di strategia per la Striscia di Gaza, passando da un piano graduale a una sola fase per la consegna totale delle armi da parte di Hamas e il contestuale ritiro completo dell'esercito israeliano.
La proposta sarebbe emersa durante un colloquio tra l'inviato speciale statunitense Jared Kushner e il primo ministro Benjamin Netanyahu. "Vogliamo un disarmo completo senza compromessi sulla questione e non intendiamo permettere alcun tipo di manovra sulla questione", ha dichiarato una fonte interna all'organismo.
In Cisgiordania si registrano intanto numerosi attacchi condotti da coloni israeliani contro la popolazione palestinese. A Turmus Ayya sono stati dati alle fiamme diversi campi agricoli, con le forze dell'Idf che avrebbero bloccato i soccorsi; a Beita una sassaiola ha provocato due feriti, mentre nei pressi di Betlemme un veicolo con a bordo anche un bambino è stato assaltato con armi e spray al peperoncino.
Tensione anche nel villaggio di Qusra, dove diverse famiglie rischiano di rimanere prive di rifornimenti idrici e medici a causa dell'assedio dei coloni. Tra loro anche Loui Ridi, cittadino palestinese-americano rientrato appositamente dagli Stati Uniti che, scortato dalle forze armate, è riuscito ad accedere alla propria abitazione e ad issare sul tetto la bandiera americana: "Non potevo permettere che i coloni si impossessassero della mia casa mentre stavo a guardare", ha spiegato a Reuters.
Infine la Siria ha accusato Tel Aviv per una serie di raid aerei che hanno colpito la pista dell'aeroporto militare in disuso di Abu Dhouhour, nella provincia di Idlib, provocando soltanto danni materiali. Stando alle emittenti locali, si tratterebbe della prima incursione dell'aeronautica israeliana nell'area dal marzo 2026.
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