Meloni: "Parlare del Mes non è nell'interesse dell'Italia, voglio difendere al meglio il Paese"
"E’ tempo di capire se questo sia il momento per questo Parlamento di discutere questa materia, questa è la questione che vi pongo. Ha senso che procediamo a una ratifica senza conoscere il contesto?".
(Prima Notizia 24)
Mercoledì 28 Giugno 2023
Roma - 28 giu 2023 (Prima Notizia 24)
"E’ tempo di capire se questo sia il momento per questo Parlamento di discutere questa materia, questa è la questione che vi pongo. Ha senso che procediamo a una ratifica senza conoscere il contesto?".
“Voglio cercare come sempre di difendere al meglio possibile l’interesse nazionale” e parlare del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), attualmente, “non è nell’interesse nazionale”.

Così la premier, Giorgia Meloni, replicando alle comunicazioni rese alla Camera in occasione del Consiglio europeo, in programma domani e venerdì.

“Non ho cambiato idea sul merito”, però faccio la proposta di “un cambio di metodo. E’ tempo di capire se questo sia il momento per questo Parlamento di discutere questa materia, questa è la questione che vi pongo. Ha senso che procediamo a una ratifica senza conoscere il contesto? Senza sapere come questo strumento si inserisce nella logica più generale”, prosegue.

Al Consiglio Europeo si parlerà della guerra in Ucraina, della questione migranti, di sicurezza ed economia. “La sicurezza in tutti gli ambiti compresi quello sociale ed economico è la priorità del nostro operato quotidiano”, dice la premier.

La sicurezza dell'Europa è imprescindibile dal suo legame con la Nato, aggiunge Meloni. “In vista del vertice della Nato a Vilnius di luglio è previsto prima dei lavori del Consiglio europeo un confronto con il segretario generale Jens Stoltenberg”, continua.

I partner riconoscono il sostegno del governo a Kiev, “dovremmo andarne fieri, non solo come governo e Parlamento, ma come nazione nel suo complesso”, evidenzia.

“Difendere l’Ucraina vuol dire oggi difendere l’interesse nazionale italiano”, aggiunge. “Se non avessimo aiutato gli ucraini, come qualcuno sostiene in quest’aula per questioni di propaganda, oggi avremmo un mondo in cui alla forza del diritto si sostituisce il diritto del più forte”, e in uno scenario di quel tipo “l’Europa e l’Italia avrebbero solo da perdere”.

Il New Ukraine Facility della Commissione Europea evidenzia che la comunità internazionale mira “a un’Ucraina ricostruita”, nella quale “l’Italia ha tutte le carte regole per giocare un ruolo da protagonista”, aggiunge. “Scommettiamo su un futuro di prosperità e di pace per l’Ucraina” e “sosterremmo il suo diritto di essere parte integrante dell’Ue”, continua.

La fallita rivolta della Wagner ha aiutato “a smontare il sistema di potere del presidente Vladimir Putin”.

Per quanto riguarda la tematica migranti, contro gli scafisti “non servono toni sobri”. Per il governo, i ricollocamenti sono prioritari. “Il tema dei movimenti secondari, se non si affronta a monte quello dei movimenti primari non si risolverà mai”, continua Meloni. “Mi pare che sia passato questo messaggio”, prosegue, per poi aggiungere che è necessario “affrontare il problema prima che arrivi da noi”.

La problematica, continua la premier, “la risolvi se trovi un punto di contatti che trovi una soluzione per tutti ed è quello che stiamo facendo”. “Grazie all’impegno dell’Italia il dossier dell’immigrazione sarà al centro del prossimo Consiglio europeo”, dichiara Meloni.

“Rinnovo la vicinanza dell’Italia in relazione alla recente tragedia avvenuta al largo delle coste greche” e “l’impegno a stroncare” le organizzazioni dedite al traffico di migranti. “La migrazione è una sfida europea e quindi richiede risposte europee”.

Se la difesa dei confini esterni non sarà affrontata a monte, e se non si fronteggia l'immigrazione clandestina, non sarà possibile attuare una giusta politica d'asilo. “Non possiamo lasciare agli schiavisti del XX secolo il potere di decidere chi entra e chi no in Europa”, prosegue. “L’immigrazione di massa non ha nulla di solidale e colpisce i più deboli e fragili, a partire da chi avrebbe diritto di essere accolto”.

Bisogna unire il contrasto al traffico di esseri umani a politiche di sviluppo con le nazioni del Sud del Mediterraneo. Bisogna “avviare partenariati con risorse adeguate”, dice la premier, riferendosi anche al “Piano Mattei per l’Africa su cui vari Paesi europei hanno mostrato apprezzamento”. “Se si vuole affrontare il tema dell’immigrazione bisogna porsi il tema dello sviluppo dell’Africa”, prosegue Meloni.

Per quanto riguarda la Tunisia, il governo sta tentando di evitare che questa vada in default. “Il governo cerca di fare questo per i cittadini della Tunisia”, continua, per poi aggiungere che si sta cercando di “avere un approccio diverso con i Paesi africani”, un “approccio di cooperazione serio”.“Questo è quello che vogliamo fare”, continua.

Il governo vuole che l'Europa resti attenta sulla situazione in Tunisia. “La dichiarazione siglata a Tunisi e il lavoro che prosegue in queste ore per un pacchetto di aiuti destinati a Tunisi” è fondamentale, “ne sono molto grata”, aggiunge.

“L’Europa riconosce che la stabilità dei Paesi del Nord Africa è un problema anche del nostro continente”, aggiunge, per poi riaffermare: “Non accetteremo soldi che trasformino l’Italia nel campo profughi d’Europa. Dobbiamo gestire l’immigrazione. Le regole di Dublino non sono solo superate ma rischiose perché contribuiscono alle tragedie cui assistiamo nel Mediterraneo”.

Difendere i confini esterni dell'Europa è importante per la questione migranti: “Stiamo lavorando a risultati strutturali e duraturi: questo è l’impegno che ci siamo assunti e questo è quello che faremo”.

Roma e i partner Med9 hanno presentato un documento che ha l'obiettivo di rafforzare il partenariato nell'energia, la transizione verde e l'immigrazione. “Ribadirò l’importanza di rilanciare il ruolo dell’Africa” nei gruppi internazionali “come il G20”, “è necessario aggiungere una nuova autorevole voce nei consessi globali”, aggiunge.

Non può esserci stabilità senza crescita, continua la premier. Per la riforma del Patto di Stabilità, bisogna considerare le nuove situazioni, come “la guerra in Ucraina”. E' necessario, aggiunge, “porre fine una volta per tutte alla stagione dell’austerità”.

L'inflazione ha nuovamente attaccato le economie europee, e bisogna fronteggiarla, ma la “semplicistica ricetta” adottata dalla Bce, consistente nell'innalzamento dei tassi, non sembra la più giusta, continua. “L’aumento dei tassi non può finire per colpire più le nostre economie che l’inflazione, la cura non può diventare più dannosa della malattia”.

La Piattaforma delle Tecnologie Strategiche per l'Europa (Step), aggiunge la premier, è una prima risposta rispetto alla richiesta italiana di creare un fondo sovrano europeo.

L'Europa, continua, necessita di porre un controllo alle catene di approvvigionamento, e non può esporsi a dipendenze rischiose. “Non è un approccio autarchico”, continua. L'economia cinese e quella europea, dice ancora Meloni, sono interdipendenti ed è necessario adottare regole comuni: non possono essere disaccoppiate, ma è necessario ridurre i rischi. “Le catene di approvvigionamento per evitare nuovi deleteri legami di dipendenza”, dice la premier.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

Camera
Giorgia Meloni
Mes
PPN
Prima Pagina News

APPUNTAMENTI IN AGENDA