Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Campobasso - Mercoledì 6 Maggio 2026

Morte avvelenate a Campobasso: il cerchio si stringe a 4-5 sospettati

Sotto la lente della Scientifica cellulari e computer per tracciare contatti e ricerche sul dark web.

Condividi questo articolo

Le indagini sul tragico avvelenamento da ricina avvenuto dopo Natale a Pietracatella sono giunte a un punto di svolta. Il cerchio degli investigatori si sarebbe ormai stretto attorno a "quattro o cinque persone al massimo", considerate i sospettati principali per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita.

In Questura a Campobasso sono ripresi a ritmo serrato gli interrogatori per incrociare le testimonianze raccolte tra la cerchia dei conoscenti e dei parenti. Un ruolo determinante per la risoluzione del caso è affidato all'analisi del materiale informatico sequestrato: cinque cellulari, un notebook, un tablet e due router.

Gli esperti informatici stanno cercando tracce di accessi, messaggi o ricerche sospette effettuate nelle ore cruciali del delitto. Resta ancora da chiarire se i nomi dei nuovi sospettati facciano parte del gruppo degli undici soggetti già "attenzionati" dopo l'analisi dello smartphone di Alice, la figlia maggiore sopravvissuta alla tragedia.

Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, è stato ascoltato dagli inquirenti in un'audizione fiume durata circa cinque ore. Attraverso il suo legale, l'avvocato Vittorino Facciolla, l'uomo ha voluto escludere categoricamente l'ipotesi di vendette interne: "Motivi di risentimento con altri familiari? No, non ce ne sono", né "esistevano attriti tra mia moglie e mia cugina".

Il legale ha ribadito che Di Vita "non ricorda tensioni che possano aver innescato un episodio così atroce" e che la sua ricostruzione dei fatti è stata puntuale e priva di "zone d'ombra".

Mentre la famiglia si stringe attorno ad Alice, descritta come "provatissima" e impegnata nella preparazione dell'esame di maturità, gli investigatori si concentrano sul reperimento della sostanza letale. Si valuta lo scenario dell'acquisto nel dark web o della sintesi artigianale della tossina attraverso manuali tecnici. Capire come il colpevole sia entrato in possesso della ricina e come l'abbia estratta dai semi di ricino potrebbe essere la chiave definitiva per chiudere il caso.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti