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  • Roma - Domenica 3 Maggio 2026

Palazzo delle Esposizioni, apre a Roma la mostra ROMASUONA: 80 foto inedite firmate da Toni Occhiello

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma è aperta al pubblico ROMASUONA. La musica in Italia 1970-1979, il grande progetto espositivo che racconta un decennio decisivo della cultura italiana attraverso immagini, suoni e materiali d’epoca. Tra i nuclei più attesi della mostra spiccano le 80 fotografie inedite di Toni Occhiello, che portano dentro il percorso uno sguardo raro sulla scena musicale degli anni Settanta.

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Palazzo delle Esposizioni, apre a Roma la mostra ROMASUONA: 80 foto inedite firmate da Toni Occhiello
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di Maurizio Pizzuto

Roma torna a raccontare sé stessa attraverso la musica, e lo fa in uno dei suoi luoghi simbolo per la cultura visiva e contemporanea. Al Palazzo delle Esposizioni, in via Nazionale, ha aperto al pubblico ROMASUONA. La musica in Italia 1970-1979, mostra che attraversa uno dei decenni più intensi della storia culturale italiana e lo restituisce come esperienza immersiva, visiva e sonora.

Il progetto, curato da Guido Bellachioma e promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale insieme all’Azienda Speciale Palaexpo, mette al centro la musica come linguaggio collettivo, spazio di identità, collisione creativa e trasformazione sociale. Non si limita però a raccontare gli anni Settanta come semplice archivio nostalgico: li riapre come stagione viva, dove concerti, backstage, pubblico, riviste, vinili, strumenti e immagini si intrecciano in un’unica narrazione.

Il cuore della mostra è costituito da un corpus di circa 700 fotografie, molte delle quali inedite, affiancate da video, manifesti, biglietti, copertine e materiali che documentano una fase in cui la musica italiana dialogava con poesia, teatro, cinema, controcultura e sperimentazione visiva. In questa trama, Roma emerge come uno dei principali epicentri creativi del decennio, accanto ad altre città come Milano, Napoli e Bologna, ma con una centralità particolare nel racconto di luoghi, artisti e contaminazioni.

Tra gli elementi che rendono l’esposizione particolarmente significativa c’è il contributo di Toni Occhiello (NELLA FOTO), presente con 80 fotografie inedite che aggiungono al percorso uno sguardo prezioso e personale sulla musica di quegli anni. Le sue immagini, entrate nel racconto complessivo di ROMASUONA, rafforzano la dimensione documentaria della mostra ma anche la sua capacità evocativa, perché restituiscono non solo volti e performance, ma il clima culturale di un’epoca in piena trasformazione.

L’esposizione si distingue anche per il suo impianto immersivo. L’allestimento include infatti una selezione musicale di circa 300 brani aggiornata periodicamente, elementi luminosi e persino componenti olfattive, pensate per restituire al visitatore un’esperienza sensoriale che superi la semplice osservazione delle opere. È una scelta che amplia il concetto stesso di mostra e la avvicina a un ambiente narrativo, in cui il passato viene percepito più che semplicemente ricordato.

Un altro aspetto di rilievo è il dialogo che ROMASUONA stabilisce con la storia culturale di Roma e con il ruolo del Palazzo delle Esposizioni come spazio di ricostruzione delle grandi correnti artistiche che hanno attraversato la città. In questo senso, il progetto si colloca perfettamente nella vocazione del palazzo: non soltanto ospitare mostre, ma mettere in relazione memoria urbana, linguaggi contemporanei e patrimonio collettivo.

A rendere ancora più forte la proposta è anche la durata dell’evento: la mostra resterà visitabile fino al 12 luglio 2026, offrendo a cittadini, studiosi, appassionati di musica e turisti la possibilità di entrare in un racconto corale che supera la cronologia e si fa atmosfera culturale. Per Roma, è un’occasione importante per riaffermare la propria centralità nella storia musicale italiana e per restituire agli anni Settanta la loro complessità, ben oltre le letture riduttive o stereotipate.

Con le 80 foto inedite di Toni Occhiello, ROMASUONA aggiunge dunque un tassello di grande interesse a un percorso già ricco e stratificato. E al Palazzo delle Esposizioni, nel cuore della Capitale, la musica torna così a diventare immagine, memoria e racconto condiviso.

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