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- Roma - Venerdì 26 Giugno 2026
Papa Leone XIV apre il Concistoro: appello alla pace e a una Chiesa più partecipata
Nella Messa inaugurale del Concistoro straordinario, il Pontefice richiama il valore del dialogo, della pace e della corresponsabilità nella guida della Chiesa. Convocati in Vaticano 241 cardinali da tutto il mondo per due giorni di confronto sui grandi temi del presente.
Un invito a rifiutare la logica della guerra e a costruire un mondo fondato sul dialogo e sulla giustizia. È questo il messaggio lanciato da Papa Leone XIV durante la Messa celebrata nella Basilica di San Pietro in occasione dell'apertura del Concistoro straordinario, che riunisce in Vaticano i cardinali provenienti da ogni parte del mondo. Per due giorni il Collegio cardinalizio sarà chiamato a confrontarsi sulle principali sfide che interessano la Chiesa e la comunità internazionale, a partire dai conflitti che continuano a insanguinare diverse aree del pianeta.
"La guerra non è mai degna dell'uomo"
Nel corso dell'omelia il Pontefice ha pronunciato parole particolarmente nette contro ogni forma di violenza. "La guerra non è mai degna dell'uomo e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche." Per Leone XIV la pace rappresenta un dovere morale che nasce dalla consapevolezza di appartenere tutti a un'unica famiglia umana, chiamata a superare divisioni, interessi nazionali e contrapposizioni.
"Chiedo il vostro aiuto, non comando"
L'inizio del Concistoro è stato anche l'occasione per delineare il metodo con cui il Pontefice intende esercitare il ministero petrino. "L'aiuto che potrete darmi, nell'esercizio del ministero petrino, trova in me chi chiede, non chi comanda." Il Papa ha spiegato che l'autorità nella Chiesa nasce anzitutto dall'ascolto. "L'autorità del primato, infatti, è propria di chi ascolta e solo perciò guida, di chi apprende e solo perciò insegna, sempre alla sequela dell'unico Maestro." Parole che delineano uno stile di governo fondato sulla condivisione e sul confronto con il Collegio cardinalizio.
Riuniti in Vaticano 241 cardinali
Al Concistoro sono stati convocati tutti i 241 cardinali della Chiesa cattolica, anche se alcune assenze sono state annunciate per motivi di salute. Tra loro figurano anche i 117 cardinali elettori, ossia coloro che non hanno ancora compiuto ottant'anni e che, in caso di conclave, avrebbero diritto di eleggere il futuro Pontefice. I lavori si svolgeranno attraverso venti gruppi di studio chiamati ad approfondire le principali questioni ecclesiali e internazionali.
Una Chiesa più collegiale
Quello inaugurato in Vaticano è il secondo Concistoro straordinario convocato da Leone XIV dopo quello dello scorso gennaio. Il Pontefice ha già annunciato l'intenzione di convocarne uno ogni anno, con una durata di tre o quattro giorni, confermando la volontà di coinvolgere maggiormente il Collegio cardinalizio nel governo della Chiesa. Una scelta che segna una differenza rispetto agli ultimi anni del pontificato di Papa Francesco, durante i quali molti cardinali avevano espresso il desiderio di essere maggiormente coinvolti nei processi decisionali. Lo stesso Leone XIV ha spiegato che questa impostazione nasce anche dalle richieste emerse sia durante le Congregazioni generali precedenti al conclave sia nei confronti successivi alla sua elezione.
Il significato del Concistoro
Nel suo intervento il Papa ha richiamato anche il significato stesso della parola "Concistoro", che deriva dal latino consistere, ovvero "fermarsi". Un invito a prendersi il tempo necessario per discernere insieme ciò che Dio chiede oggi alla Chiesa. Secondo Leone XIV, questo momento di confronto deve servire ad affidare al Signore "i nostri progetti e le nostre ispirazioni", orientando il cammino ecclesiale alla luce delle sfide contemporanee.
"La famiglia umana viene prima degli Stati"
Il Pontefice ha quindi sviluppato una riflessione sul tema dell'unità tra i popoli. "Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana." Per Leone XIV, infatti, "l'unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati". "Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico. La pace è un dovere di giustizia perché siamo un'unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore."
L'eredità di Paolo VI e la "civiltà dell'amore"
Nel suo intervento il Papa ha richiamato anche l'enciclica pubblicata il mese scorso, indicando la necessità di proseguire lungo il percorso già tracciato da San Paolo VI. "Mentre appassiscono le ideologie del mondo, lo Spirito Santo fa fiorire nella Chiesa l'intesa fraterna, la carità, lo slancio missionario." Leone XIV ha ricordato come Paolo VI, introducendo l'espressione "civiltà dell'amore" durante gli anni della Guerra Fredda, avesse proposto una via alternativa alla contrapposizione tra i blocchi politici e militari. Un modello fondato sull'incontro tra giustizia e carità, che il Pontefice indica ancora oggi come la strada da seguire per affrontare le crisi del mondo contemporaneo e costruire una pace autentica e duratura.
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