Patto di Stabilità e crisi energetica: Bruxelles frena sulle deroghe, ma prepara la stretta su petrolio e nucleare russo

Nessuna richiesta ufficiale dagli Stati membri per attivare le clausole di salvaguardia nazionale nonostante le tensioni in Medio Oriente. Resta fermo l'obiettivo di eliminare ogni dipendenza energetica da Mosca, estendendo i divieti oltre il gas.

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Martedì 07 Aprile 2026
Roma - 07 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Nessuna richiesta ufficiale dagli Stati membri per attivare le clausole di salvaguardia nazionale nonostante le tensioni in Medio Oriente. Resta fermo l'obiettivo di eliminare ogni dipendenza energetica da Mosca, estendendo i divieti oltre il gas.

La Commissione Europea mantiene una linea di rigore sui conti pubblici, nonostante le crescenti pressioni derivanti dall'instabilità geopolitica e dai costi dell'energia.

Il portavoce dell'Esecutivo UE, Balazs Ujvari, ha chiarito che, allo stato attuale, la flessibilità del Patto di Stabilità non è in discussione per singoli casi nazionali legati ai rincari energetici. “In questo momento non abbiamo ricevuto richieste da alcuno Stato membro rispetto a una potenziale attivazione” della clausola nazionale di salvaguardia, ha precisato Ujvari, rispondendo indirettamente alle recenti riflessioni del ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti.

Il ministro aveva infatti ipotizzato che, qualora la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi, il tema della sospensione degli effetti del Patto si renderebbe inevitabile in sede comunitaria.

Bruxelles, tuttavia, resta ferma sui protocolli vigenti: per una sospensione generalizzata del Patto di Stabilità sarebbe necessaria una "grave recessione" che colpisca l'intera Unione o l'Eurozona, scenario che al momento non trova riscontro nei dati macroeconomici.

Parallelamente al rigore fiscale, l'Unione Europea prosegue la sua strategia di sganciamento totale dalle forniture energetiche di Mosca. La Commissione si è detta “determinata a eliminare gradualmente qualsiasi fonte energetica russa dal mercato europeo", confermando che dopo le misure adottate per gas e GNL, la pressione si sposterà su settori ancora più sensibili.

Nonostante lo slittamento della proposta sullo stop al petrolio russo, inizialmente attesa per metà aprile, l'Esecutivo comunitario non intende arretrare. “Abbiamo già intrapreso misure per il gas e il gnl ma siamo determinati ad estendere” la stretta “anche al petrolio e al nucleare. Ma non ho una data da darvi su quando queste proposte arriveranno”, ha spiegato una portavoce della Commissione.

Sebbene manchi un cronoprogramma certo per la presentazione dei nuovi pacchetti sanzionatori, la determinazione politica appare granitica. “C'è un impegno politico in questa Commissione a portare a termine questo obiettivo, e ciò accadrà”, è stata la rassicurazione finale fornita durante il briefing con la stampa, delineando un futuro in cui l'indipendenza energetica dell'Europa sarà totale e irreversibile.


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