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L'istituto tedesco respinge le valutazioni della banca italiana e difende la strategia autonoma. Critiche all'approccio di Piazza Gae Aulenti: "Iniziative senza coordinamento che hanno reso difficile costruire un rapporto di fiducia".
L'istituto tedesco respinge le valutazioni della banca italiana e difende la strategia autonoma. Critiche all'approccio di Piazza Gae Aulenti: "Iniziative senza coordinamento che hanno reso difficile costruire un rapporto di fiducia".
Si alza un muro tra Francoforte e Milano nell'atteso risiko bancario europeo. Commerzbank ha ufficialmente respinto le valutazioni di UniCredit sull'ipotesi di acquisizione, definendo l’operazione, allo stato attuale, “senza valore aggiunto” e priva di un potenziale di creazione di valore sufficiente per i propri azionisti.
Secondo l'istituto tedesco, i benefici delineati nella proposta preliminare non supererebbero i vantaggi già previsti dal piano industriale indipendente.
“Una larga parte del potenziale indicato non dipende da una fusione tra i due istituti e può essere realizzata anche in modo indipendente”, osserva fermamente Commerzbank, sollevando inoltre dubbi sui rischi di esecuzione legati a una complessa integrazione transfrontaliera.
Nonostante i diversi incontri avvenuti negli ultimi mesi, Francoforte ritiene che non siano emersi elementi concreti per giustificare il matrimonio, segnalando tra le criticità principali anche “l’assenza di un premio adeguato” rispetto ai valori di mercato nell'offerta annunciata da UniCredit a metà marzo.
La banca tedesca ha ribadito la propria fiducia nella strategia "stand-alone", dichiarando che “non è al momento individuabile una soluzione condivisa”.
Questa posizione si scontra con la visione dell'AD di UniCredit, Andrea Orcel, che detiene già circa il 26% del capitale e punta sul consolidamento europeo per sfidare i giganti statunitensi. Commerzbank ha inoltre voluto respingere con forza “l’affermazione secondo cui si sarebbe rifiutata di un dialogo costruttivo su una possibile operazione che crei valore”.
La banca ha rivendicato che nelle ultime settimane si sono svolte diverse interazioni e che negli ultimi 18 mesi vi è stato “uno scambio regolare e trasparente con UniCredit in qualità di investitore”.
Tuttavia, il management tedesco lamenta la mancanza di passi ufficiali, sostenendo che UniCredit “non ha avanzato richieste o proposte concrete né ha presentato elementi chiave di una possibile transazione”.
L'attacco di Commerzbank si sposta poi sul piano del metodo, criticando aspramente le “diverse iniziative intraprese senza coordinamento tra le parti” da parte di Piazza Gae Aulenti. Tale condotta, secondo Francoforte, “ha reso più difficile costruire il necessario rapporto di fiducia, indispensabile per una transazione di successo”.
In attesa dei risultati del primo trimestre l'8 maggio, data in cui la banca tedesca presenterà un aggiornamento della strategia con obiettivi rialzati, la partita resta apertissima: da una parte un azionista di peso che spinge per l'integrazione, dall'altra una difesa agguerrita che punta tutto sulla crescita autonoma.
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