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  • Roma - Venerdì 17 Luglio 2026

Pesca: Agci Agroittico chiede stato di calamità per i molluschi bivalvi, picco di caldo nei mari

Allarme del settore: impianti al collasso tra temperature record, granchio blu ed epatite A. Casola: "Migliaia di lavoratori a rischio reddito".

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Una crisi senza precedenti sta colpendo il comparto dei molluschi bivalvi, una delle filiere più rilevanti della produzione ittica nazionale. A lanciare l'allarme è AGCI AgroIttico, che chiede con urgenza il riconoscimento dello stato di calamità naturale per integrare le istanze delle marinerie colpite, oltre all'attivazione immediata di misure di sostegno economico e strumenti di tutela per salvaguardare un pilastro della biodiversità e della sicurezza alimentare del Paese.

A innescare la profonda crisi sono le temperature eccezionalmente elevate raggiunte in questi giorni dalle acque di mari e laghi italiani, che stanno causando una sofferenza acuta negli impianti di molluschicoltura. L'ondata di calore arriva dopo mesi già drammatici per il settore, segnati dalla contrazione della domanda dovuta all’epidemia di epatite A nei mitili del Tirreno meridionale, dalla proliferazione di specie invasive — tra cui il granchio blu nei laghi costieri — e dalle distorsioni di un mercato invaso da prodotto estero (in particolare greco) rimasto invenduto in primavera e ora immesso a prezzi stracciati. Una combinazione di fattori che, denuncia l'associazione, sta generando il collasso dei prezzi e il blocco delle vendite del prodotto locale.

Con gli impianti ancora pieni e i molluschi esposti al rischio di distruzione totale per il caldo, i mitilicoltori si trovano a fronteggiare una doppia perdita: alle mancate vendite si sommano infatti gli ingenti costi già sostenuti per l'acquisto di seme adulto, necessario da anni per difendere le produzioni dai pesci predatori come dentici e orate. Le situazioni più critiche si registrano nei laghi salmastri, dove la stagione è terminata in anticipo e con pesanti perdite, e in Sardegna, specialmente nell'Oristanese, dove le temperature marine hanno toccato livelli mai registrati prima in questo periodo dell'anno.

“Il cambiamento climatico antropogenico sta alterando in modo irreversibile gli equilibri del sistema mare. Il comparto dei molluschi è in sofferenza profonda e migliaia di lavoratori rischiano di perdere il proprio reddito. Non possiamo permettere che un presidio essenziale della sicurezza alimentare italiana venga travolto nell’indifferenza. Chiediamo con forza il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’attivazione immediata di misure di sostegno”, avverte il presidente del Dipartimento Pesca e Acquacoltura di AGCI AgroIttico, Enrico Casola.

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