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  • Roma - Venerdì 26 Giugno 2026

Pioggia di droni ucraini sulla Russia, scatta lo stato d'emergenza in Crimea. Allarme Nato: “Mosca prepara provocazioni nei Baltici o in Polonia”

Chiuso il ponte di Kerch, mentre l'intelligence lettone avverte sul rischio di attacchi ibridi contro i confini europei: “Vogliono inviare un segnale per fermare i sostegni a Kiev”.

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Le forze ucraine hanno sferrato uno dei più imponenti attacchi aerei dall'inizio del conflitto, lanciando centinaia di droni a lungo raggio contro il territorio della Federazione Russa. Secondo quanto annunciato dal Ministero della Difesa di Mosca, i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto 660 droni ucraini in oltre una decina di regioni, inclusa l'area della capitale, la penisola di Crimea, il Mar Nero e il Mar d’Azov.

L'offensiva ha preso di mira in modo ravvicinato l'area metropolitana di Mosca. Il sindaco della città, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che almeno 47 droni diretti verso la capitale russa sono stati intercettati. “Gli specialisti dei servizi di emergenza stanno lavorando dove sono caduti i detriti”, ha detto Sobyanin su Telegram, senza tuttavia segnalare vittime o danni.

Un pesante raid ha colpito anche la regione di Tula, circa 180 chilometri a sud di Mosca, provocando il ferimento di una civile: “Un'abitazione privata è stata danneggiata in un insediamento nel distretto di Shchekino, e una donna è rimasta ferita”, ha dichiarato su Telegram il governatore regionale Dmitry Milyaev.

Negli ultimi mesi, Kiev ha intensificato questa strategia per colpire i nodi logistici e le infrastrutture energetiche russe, mirando a privare il Cremlino delle risorse per finanziare la guerra.

La situazione più critica si registra però in Crimea, dove le autorità locali hanno dichiarato lo stato d'emergenza. Il capo della regione annessa, Serghei Aksyonov, ha spiegato all'agenzia Tass che “la decisione è stata presa in primo luogo per regolarizzare le questioni di carattere economico”. Di recente, infatti, l'amministrazione locale aveva dovuto vietare la vendita di benzina ai privati a causa della scarsità di carburante provocata dai raid.

Nella mattinata odierna forti esplosioni e incendi sono stati segnalati a Kerch, vicino al porto dei traghetti, spingendo le autorità a chiudere per precauzione il ponte di collegamento con la Russia metropolitana. Altre deflagrazioni hanno colpito Krasnoperekopsk e la zona della base aerea militare di Saky a Novofedorivka.

Le incursioni ucraine stanno causando seri problemi logistici alla penisola, già sottoposta alla legge marziale, paralizzando i trasporti e i rifornimenti di elettricità e carburante.

L'escalation interna alla Russia sta provocando forti preoccupazioni sul fronte internazionale. Come riferito dal Guardian, due paesi dell'ala orientale della Nato hanno lanciato l'allarme sulla possibilità che il Cremlino decida di attuare azioni dimostrative per allentare la pressione interna e testare la tenuta dell'alleanza occidentale. L'intelligence lettone ha dichiarato esplicitamente: “Vediamo segnali che indicano che la Russia sta preparando provocazioni militari contro i Paesi baltici o la Polonia”.

Le fonti occidentali escludono la possibilità di un conflitto su vasta scala, per il quale Mosca non avrebbe le risorse necessarie in questo momento, ma paventano azioni dimostrative mirate. L'intelligence lettone ha precisato che la Russia starebbe valutando “attacchi ibridi, come missili, droni o altre azioni volte a inviare un segnale: smettete di sostenere l'Ucraina, altrimenti avrete i vostri problemi”. Un timore condiviso anche da una fonte politica di un secondo Stato membro della Nato, la quale ha confermato che si stanno raccogliendo informazioni sul fatto che Vladimir Putin “starebbe pianificando qualcosa contro gli Stati baltici”.

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