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- Genova - Giovedì 16 Luglio 2026
Ponte Morandi: attesa per oggi la sentenza, richiesti 400 anni di carcere
Sotto accusa 58 imputati con 112 capi d'imputazione dopo 284 udienze.
È attesa per il primo pomeriggio di oggi la prima sentenza del tribunale di Genova sul crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale della Val Polcevera collassato il 14 agosto 2018 provocando la morte di 43 persone.
La decisione dei giudici arriva dopo un maxi-processo durato otto anni e articolato in ben 284 udienze. Alla sbarra si trovano 58 imputati, tra ex dirigenti e tecnici di Autostrade per l'Italia (Aspi) e Spea, oltre a funzionari del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiamati a rispondere di 112 capi d'accusa complessivi. Per loro l'accusa, rappresentata dai pm di Genova, ha formulato richieste di condanna pesantissime che sfiorano complessivamente i 400 anni di reclusione.
A darsi battaglia in aula un collegio difensivo composto da 67 avvocati e 33 legali di parte civile.
Nel dettaglio delle richieste avanzate dalla procura, le pene più severe colpiscono i vertici della catena di comando dell'epoca. Oltre alla posizione dell'ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, spicca la richiesta a 15 anni e 6 mesi di reclusione per Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni della concessionaria, seguita da quella a 14 anni per Gabriele Camomilla, ex direttore centrale delle manutenzioni.
La procura ha invocato inoltre 13 anni e 6 mesi per Mauro Malgarini e 13 anni ciascuno per Emanuele De Angelis e Maurizio Ceneri. Richieste a doppia cifra anche per altri manager chiave: 12 anni e 8 mesi per Riccardo Mollo, 12 anni e 6 mesi per Paolo Berti, e 12 anni a testa per Fulvio Di Taddeo e Marco Vezil. Pene pesanti sono state sollecitate anche per i funzionari ministeriali e i tecnici di vigilanza: per Mauro Coletta, Carlo Casini e Massimo Meliani la richiesta si attesta a 10 anni di reclusione ciascuno, mentre per Giampaolo Nebbia la proposta è di 9 anni e 6 mesi e per Carmine Testa di 9 anni.
L'accusa ha poi chiesto 8 anni per Antonio Brencich e 7 anni e 6 mesi ciascuno per Lanfranco Bernardini, Pierluigi Ceseri e Franco Rapino. Sette anni di reclusione sono stati invece proposti per Paolo Agnese, Mariano Romagnolo, Antonino Galatà e Alberto Ascenzi.
Per il resto degli imputati la procura ha profilato condanne comprese tra i due e i sei anni. Tra questi figurano Luca Frazzica (6 anni e 9 mesi) e un nutrito gruppo di tecnici per i quali sono stati chiesti 6 anni e 6 mesi, tra cui Fabio Sanetti, Marco Trimboli, Riccardo Rigacci, Agostino Chisari, Nicola Spadavecchia, Alessandro Melegari, Igino Lai, Antonino Valenti, Michele Franzese e Mario Bergamo. Sei anni di reclusione la richiesta per Stefano Marigliani, Marita Giordano, Lucio Ferretti Torricelli e Matteo De Santis.
Le restanti richieste d'accusa oscillano dai 5 anni e 10 mesi per Paolo Strazzullo, fino ai 3 anni richiesti per Federico Zanzarsi, Vincenzo Cinelli, Bruno Santoro, Mario Servetto, Giuseppe Sisca, Michele Renzi e Donato Dino Giuseppe Maselli. La richiesta di pena più bassa riguarda infine Massimo Ruggeri, per il quale sono stati chiesti 2 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione.
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