Uomini vittime di violenza, che vegnono rifiutati dal servizio pubblico? Non accade solo in Veneto, ma succede in tutta Italia ed è una tendenza in corso almeno dal 2021.
Il magazine Mow pubblica, infatti, la testimonianza, raccolta ad un incontro pubblico a novembre dell'anno scorso, della sociologa Patrizia Montalenti, Presidente dell'Associasione Ankyra antiviolenza, che da poco più di nove anni, dal 2013, è il primo centro in Italia che si occupa, "oltre ogni genere", di vittime di violenza, relazionale o domestica: anche delle vittime di genere maschile, nonché di diverso orientamento sessuale rispetto all'eterosessuale.
"Durante il periodo del lockdown e precisamente fino da marzo 2020, fino a pochi mesi prima di novembre 2021, il numero 1522, che è il numero a cui fanno riferimento le vittime di stalking e violenza domestica, forniva il nostro riferimento principalmente agli uomini - specifica la sociologa Montalenti - Il nostro centro non si rivolge alle sole vittime maschili ma, dato che siamo gli unici in Italia, ecco che noi abbiamo ricevuto tramite loro, circa una settantina di richieste. Abbiamo svolto il nostro lavoro, ma poi, improvvistamente, questa cosa si è interrotta. Ero particolarmente contenta di questa apertura, perchè noi ci occupiamo proprio della violenza relazionale, ma ad oggi non viene più indicata Ankyra come riferimento".
Il magazine lifestyle del gruppo AM Network pubblica anche un video, con una serie di telefonate e richieste di informazioni per vittime maschili e le conseguenti risposte da parte delle operatrici dei centri antiviolenza, a Roma e in altre zone d'Italia, tra cui la "inclusiva" Milano, che evidenziano come non sia nemmeno previsto che anche un cittadino italiano, seppur di sesso maschile, possa necessitare di aiuto e supporto, in quanto vittima di violenza: psicologica, sessuale, fisica e persecutoria, altrimenti nota come "stalking".
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