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L'annuncio in conferenza stampa: il centro sociale lancia il bis dopo gli scontri di gennaio. Sotto accusa lo sgombero del 18 dicembre.
L'annuncio in conferenza stampa: il centro sociale lancia il bis dopo gli scontri di gennaio. Sotto accusa lo sgombero del 18 dicembre.
Lo scontro tra l'area antagonista e il Governo Meloni si sposta sulla data del 28 marzo. Il centro sociale Askatasuna, attraverso una conferenza stampa indetta nel cuore di Torino, ha annunciato una nuova manifestazione nazionale, promettendo di riportare in piazza tutte le sigle del dissenso già protagoniste del corteo dello scorso 31 gennaio.
La scelta del 28 marzo non è casuale, ma si inserisce in un percorso di mobilitazione permanente che mira a contestare le politiche dell'esecutivo su più fronti: il richiamo è esteso a tutte le realtà italiane che si riconoscono nell'opposizione sociale al governo. L'obiettivo è replicare i numeri della mobilitazione di gennaio, cercando di trasformare la città nel fulcro del dissenso extra-parlamentare.
I portavoce di Askatasuna hanno voluto rispondere direttamente alle accuse di violenza piovute dopo i recenti scontri. La linea del collettivo è una rivendicazione di resistenza: "Chi ha innalzato il livello della tensione e chi ha deciso di attaccare Askatasuna e Torino è chi ha ordinato lo sgombero dello scorso 18 dicembre". Per il centro sociale, la liberazione dei locali di Corso Regina Margherita è stata l'atto d'origine di una crisi che lo Stato starebbe gestendo solo in termini repressivi.
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